Finanza
«Senza soldi da spendere si fa quel che è possibile»
Dall’ex Chelliana allo scheletro delle terme, dal vecchio ospedale alle Clarisse «Basta strumentalizzazioni, tagli e patto di stabilità ci soffocano. Più di così...»
GROSSETO. È un Bonifazi carico quello che presenta «l’operazione verità contro ogni strumentalizzazione». A dare lo spunto (polemico) è un’interrogazione del consigliere Pierfrancesco Angelini, (Fratelli d’Italia). Angelini chiede chiarimenti sui palazzi abbandonati: dalle fatiscenti terme di Roselle al pericolante ex Garibaldi.
La conferenza. Sono da poco passate le 12 quando Bonifazi accoglie la stampa nel suo ufficio e inizia a mettere i puntini sulle i: altro che scuse, «l’amministrazione è ingessata per il Patto di stabilità. Vorrei ricordare che, se violati, quei vincoli porterebbero al coercitivo aumento di tutte le tasse comunali, fino al massimo».
Una faccenda che non riguarda solo le tanto detestate Tarsu e Imu, «anche la mensa scolastica, le case di riposo per anziani, il trasporto pubblico e gli asili nido, per cui incassiamo il 40% di quanto occorre, sarebbero soggetti a ingenti aumenti». Senza considerare l’altrettanto netta revisione delle spese, con importanti «tagli anche nei servizi sociali. E i bisognosi negli ultimi anni sono aumentanti, come direbbe il mio amico don Enzo Capitani», dice Bonifazi, tirando una frecciatina al direttore della Caritas che, qualche giorno fa, aveva criticato la politica locale definita «assente».
Dunque di quattrini per rimettere a posto i palazzi non ce ne sono. «Ricordo _ prosegue il sindaco _ che anche in Maremma fino a qualche tempo fa c’era chi negava la crisi». E poi ancora: «Soluzioni a costo zero non ne esistono. Mi viene richiesta tempistica precisa e individuazione delle risorse per intervenire su tante realtà sapendo benissimo che non è possibile, se non in minima parte. Quando ci riusciamo si fa finta di non vedere, come nel caso dei 100 mila euro reperiti per la riqualificazione delle strade nei giorni scorsi. Quello che fino a due anni fa era ordinaria amministrazione, oggi è straordinaria: qualcuno lo può negare?»
È per tutte queste ragioni che Bonifazi etichetta come strumentale l’interrogazione di Angelini. Ma non si ferma qui: distribuisce una nutrita cartella stampa e ricorda che «Grosseto nel 2006 vantava un debito verso le banche per mutui contratti di ben 110 milioni di euro. Oggi solo grazie alle ultime due amministrazioni da me presiedute, siamo scesi a 90: oltre 3 milioni in meno d’interessi all’anno».
Un’opera portata avanti sotto traccia, «come quando fai le fognature, sono indispensabili, eppure non si vedono». E prosegue: «Gli anni del debito erano quelli di chi aveva preso in giro la città sulle terme, che aveva messo in piedi un progetto di riqualificazione della biblioteca in via Mazzini praticamente insostenibile e che non aveva spostato un mattone di quegli edifici di cui stiamo parlando. Benché fosse periodo di “vacche grasse”».
Poi Bonifazi la dice dritta per dritta: «Qualche errore l’avremo pure fatto, ma il contesto non ci ha aiutati. Ripeto, non cerco scuse». Il primo cittadino non insegue alibi, ma sottolinea come «ci vengono tagliati dai 2 ai 4 milioni di euro l’anno». Ricorda l’impegno contro gli sprechi e il taglio dei dirigenti, passati da 16 (2009) ai 7 attuali. Infine scende nel dettaglio di ogni singolo “ecomostro”.
Mura. I lavori al Maiano partiranno a breve, per 293mila euro. E almeno questi ci sono. «Il Cassero è rinato, 200 mila euro l’investimento ancora in corso»: scala di accesso, riattivazione del servo scala, nuovo palco, illuminazione. E molte iniziative: «Città visibile, rassegna cinematografica estiva all’aperto, premio Basi, mostra Anna Frank». L’Eden è stata affidata alla Uisp e la troniera del Cinghialino sarà aperta entro poche settimane. Ma la notizia più succosa riguarda la ormai famosa caffetteria attesa, da anni, alle Casette cinquecentesche: «A breve il bando».
Vecchio ospedale. «C’è un gruppo di lavoro interassessorile e interdirigenziale che sta lavorando alla fattibilità della sede unica del Comune (nel programma elettorale del Bonifazi bis, ndc). Oggi abbiamo 550 dipendenti divisi in 17 palazzi». I quattrini? «Verranno dalla vendita di altri edifici o aree comunali come lo stabile di via Tito Speri, quello in viale Sonnino, il palazzo in piazza della Palma e i lotti al Foro Boario. Ma il mercato immobiliare stenta».
Ex Garibaldi. Quello che nel ventennio fascista era l’orfanotrofio oggi è sporadico covo di disperati: «C’era un bel progetto dell’ex sindaco Antichi che prevedeva alloggi per giovani coppie e un asilo. Ma ci fu chi si oppose, penso al comitato di residenti. Proseguiremo per quella strada. Ho in mente un centro di accoglienza diurno, ma servono 6 milioni».
I 4 milioni di euro della Regione per l’edilizia sociale, intanto, non andranno a riqualificare l’ex orfanotrofio: da Firenze sono stati dirottati per la costruzione di 25 alloggi alle Stiacciole.
Ex Chelliana. Altro ex: palazzo Mensini, un tempo sede della storica biblioteca, è abbandonato da anni. Eppure di soldi se ne sono investiti molti. «Si è passati da un preventivo di 2 milioni e 200 mila euro di spesa a quattro. Non ho mai escluso di poter riportare lì la biblioteca. Ho invece sempre espresso forti perplessità sui denari da sborsare».
Il Comune intanto ha chiesto a «Regione, Stato e Comunità europea fonti straordinarie di finanziamento». Ma anche la nuova sede alla Cittadella dello Studente latita.
Terme di Roselle. Il 17 dicembre la Regione ha definito il centro di documentazione della civiltà etrusca “strategico”. Si farà sopra lo scheletro della struttura mai compiuta. I denari «arriveranno dal «piano della cultura 2012- 2015». Sarà affiancato dal piccolo Calidario, privati permettendo.
Ex Clarisse. Quello della pinacoteca Luzzetti è un parto dal travaglio infinito: «Stiamo cercando di aprire anche in breve tempo, vista la scarsità di fondi interverremo per stralci». La (simbolica) consegna delle chiavi andò in scena in piena campagna elettorale 2011. Ma le cose sono cambiate: la crisi incalza. “L’operazione verità” è servita.
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