Il Tirreno

Grosseto

Il territorio beffato annuncia barricate

di Sabino Zuppa
Il territorio beffato annuncia barricate

Firenze sceglie il tracciato bocciato da Orbetello e dalla Provincia: «Ma che ce l’hanno chiesto a fare, il nostro parere?»

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ORBETELLO. Piange la costa, le campagne tirano un sospiro di sollievo. Dopo un interminabile mese di dibattiti sui tre possibili tracciati per il lotto orbetellano della Tirrenica è arrivato il verdetto della Regione che ha scelto l’ormai noto tratto blu: quello in variante costiera parallela all’Aurelia, che passa dietro Fonteblanda, costeggia Albinia e quasi infilza Orbetello Scalo per poi ricongiungersi alla sede dell’Aurelia ad Ansedonia.

Un’opzione che era stata respinta dal Comune di Orbetello e dalla Provincia di Grosseto, mentre il Comune di Capalbio aveva espresso parere negativo sul percorso retrocollinare (o “arancione”), l’unico che lo avrebbe interessato, per circa 10 chilometri

La rabbia della Paffetti. Sconcertata Monica Paffetti, sindaco di Orbetello che sottolinea l’inutilità della richiesta dalla Regione di un parere chiaramente rimasto inascoltato: «È stato chiesto a questa amministrazione di esprimersi sulle varie proposte di corridoio tirrenico e nonostante l’articolato e strutturato parere contrario espresso sul tracciato, al quale la Regione ha appena dato parere positivo si è ugualmente proceduto nell’approvazione di un’opzione fortemente voluta da Sat. Ci sono stati richiesti i nostri pensieri e sono rimasti inascoltati. Vorremmo ricordare al presidente Rossi che quando si usano soldi pubblici per la messa in sicurezza del territorio, questo va analizzato a 360º e che se è vero che una strada non risolve tutti i problemi del mondo, è anche vero che l’infrastruttura così come pensata da Sat e Regione determinerà una riduzione della ricchezza e, per noi, costerà più cara della mancanza dell’infrastruttura stessa. Noi non l’accetteremo passivamente: siamo pronti a dare battaglia sotto tutti i fronti possibili e immaginabili».

Marras “perplesso”. Molto perplesso il presidente della Provincia, Leonardo Marras: «Prendiamo atto che la Regione Toscana ha scelto il tracciato blu ma continuiamo a ritenere che sarebbe stato di gran lunga meno impattante il tracciato retrocollinare, ma evidentemente è più semplice realizzare la metropolitana a Roma che un pezzo di autostrada nella zona di Orbetello Scalo-Capalbio. Troppe emergenze archeologiche di rilievo culturale _ ironizza Marras riferendosi alle pressioni venute dal Capalbiese _ tuttavia rimarremo all’interno della procedura amministrativa ed eserciteremo tutte le nostre prerogative per migliorare l’opera. Rimane il rammarico forte per essere stati chiamati a esprimere un parere che poi di fatto è stato considerato solo una formalità. Ma soprattutto rimangono fortissime perplessità su alcune questioni di fondo, che rendono incongruo il tracciato scelto dalla Giunta regionale. Il recente provvedimento del Cipe non dà certezze sull’esenzione dal pedaggio, e rinvia a successive valutazioni del ministero del Tesoro la reale possibilità di intervenire per eliminarlo. Cosa che, se non si verificasse, in assenza delle complanari all’Autostrada, renderà “infernale” la mobilità sulla viabilità secondaria tra Fonteblanda e Ansedonia. Senza contare che il tracciato blu corre parallelo ad Aurelia e ferrovia all’interno di una fascia di territorio molto stretta, a ridosso della costa e della laguna, in zone fortemente antropizzate, interferendo pesantemente sul contesto urbano di Orbetello Scalo. Un tracciato che _ conclude il presidente della Provincia _ creerà enormi problemi dal punto di vista dell’assetto idrogeologico e della pressione del traffico sulla viabilità locale».

Non gioisce né si rammarica il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori, che pure si era dichiarato contrario al retrocollinare. Ma non risparmia una vena polemica generale: «Nulla da commentare sulla decisione di Firenze. Ma in passato quando la Regione si schierò contro il tracciato collinare in favore di quello costiero mi domando dove fossero quegli stessi politici che oggi un consigliere provinciale definisce incapaci di comprendere questioni tecniche. Capalbio invoca da anni la messa in sicurezza della statale Aurelia, ma non siamo mai stati presi in considerazione. A nome della amministrazione capalbiese e dopo la lettura del comunicato della giunta regionale, tengo a precisare che le osservazioni prodotte dal Comune di Capalbio hanno riguardato solo i 9,5 km del percorso arancione, e che nessun riferimento o giudizio è stato espresso rispetto alle altre ipotesi che erano, sono e saranno di competenza degli enti territorialmente interessati e non certo il comune di Capalbio che peraltro, sulla questione, è chiamato anche davanti al giudice amministrativo dal Comune di Orbetello e dalla Provincia di Grosseto».

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