Il Tirreno

Grosseto

Guerra contro «il posteggio della casta»

di Francesca Ferri
Guerra contro «il posteggio della casta»

Un avvocato si fa multare per sollevare un caso sugli stalli riservati al Comune. E l’ente sborsa 813 euro in spese legali

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GROSSETO. L’avvocato parcheggia nello stallo del Comune, i vigili gli fanno la multa, l’avvocato ricorre al giudice di pace, perde e fa appello. Il Comune non demorde: a fronte di una multa di 51,50 euro, tira fuori 815 euro e ingaggia a sua volta un avvocato. E tutto torna in tribunale.

Tanto rumore per nulla? Il puntiglio di un avvocato impertinente? Una prova d’onore del Municipio? Niente di tutto questo. Dietro la curiosa querelle tra uno degli studi più famosi della città e la casa del sindaco c’è una faccenda di legalità ed equità tra cittadini che interessa un po’ a tutti: può, il Comune, sottrarre posti auto alla cittadinanza per farci parcheggiare i suoi dipendenti?

Per l’avvocato Paolo Bastianini no. Ed è per questo che quattro anni fa ha cominciato a parcheggiare una delle auto intestate al suo studio, una Audi A6 con regolare permesso di accesso alla Ztl, negli stalli arancioni di piazza Innocenzo II, riservati dal sindaco ai dipendenti del Comune.

Il parcheggio si trova proprio sotto lo studio Bastianini, Antichi, Leporatti e associati, in pieno centro storico, dietro il duomo e a pochi metri dal municipio. Il 1º dicembre 2009 intorno alle 18 i vigili si accorgono che un’auto – l’Audi di Bastianini – non ha il contrassegno del Comune e staccano una multa: 51,50 euro per violazione dell’articolo 158, commi 2 e 6, del codice della strada: «Sostava nella Ztl in modo difforme dall’autorizzazione». Esattamente quel che cercava Bastianini.

«Quei parcheggi sono una grave ingiustizia, una cosa da casta», spiega senza mezzi termini l’avvocato. «E io ci parcheggiavo proprio sperando che mi facessero la multa per poter finalmente sollevare questa questione», aggiunge.

La questione è la seguente. Il codice della strada (articolo 7) permette ai sindaci di riservare dei posti auto alle forze dell’ordine, ai vigili del fuoco, ai disabili, ai vigili urbani e ad altri soggetti. «Ma non – spiega Bastianini – ai dipendenti del Comune in generale. Dunque il Comune ha violato la legge, quegli stalli riservati sono illegittimi e perciò abbiamo fatto ricorso al giudice di pace».

L’auto in questione, come tutte quelle intestate allo studio, è di proprietà di tutti i soci dello studio stesso, ma agli atti risulta intestata al solo avvocato Antichi – ex sindaco e oggi consigliere regionale per il Pdl, pilastro dello studio legale – giacché il suo cognome, iniziando con la “a”, figura in cima all’elenco dei proprietari stilato dalla Motorizzazione.

«Confermo che l’auto è mia e che la multa l’ho presa io», spiega sorridendo Bastianini, consapevole che il qui pro quo suscita nel collega qualche fastidio. Del resto, sua è anche la battaglia contro il Comune.

Una battaglia che, però, al primo round è stata vinta dall’amministrazione. Secondo il giudice di pace, infatti, l’elenco dei soggetti che il codice della strada prevede possano avere parcheggi riservati non va letto in senso stretto.

Questi soggetti sono, citando il codice: «organi di polizia stradale, vigili del fuoco, servizi di soccorso», oltre a munite persone con limitata o impedita capacità motoria e servizi di linea. Il giudice di pace, nella sentenza, dice che nell’insieme dei servizi di emergenza e di sicurezza sociale attribuiti ai comuni sono compresi i «servizi di competenza comunale aventi ad oggetto funzioni di protezione civile e, comunque, di particolare emergenza sociale». E, in questo modo, dà il via libera alla sosta di tutte le auto ad uso dei dipendenti comunali.

Bastianini, però, non ci sta. E punta il dito proprio sull’idea che tutti i veicoli del Comune siano «d’emergenza» – dalle auto dei tecnici a quelle usate per portare scartoffie da una sede all’altra – per imbastire una “controffensiva” contro quella che, per mano del suo avvocato di fiducia, Patrizia Fabiani, definisce una «interpretazione per così dire “creativa”» del giudice.

A questo punto al Comune non è rimasto che nominare un avvocato, cosa che costerà all’ente 815 euro, e attendere fino a novembre 2014 quando è fissata l’udienza del processo d’appello.

«Io la multa l’ho pagata – spiega Bastianini – questo sia chiaro. E se vinco la causa darò quei soldi in beneficienza». Oltre, evidentemente, a liberare posti auto in centro storico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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