Attenzione
E i due assessori si smarcano da Rossi
I grossetani Allocca e Bramerini consentono che la decisione sia assunta. Ma negano il loro voto
FIRENZE. Divisi alla meta. Il percorso per il lotto 5B, quello che va da Fonteblanda ad Ansedonia, il tratto cruciale del cosiddetto corridoio Tirrenico, compie un piccolo, significativo, passo avanti, mentre gli esponenti grossetani nella giunta del governatore Rossi preferiscono smarcarsi, evitando - a monte - le polemiche del giorno dopo.
Sia l’assessore regionale al welfare Salvatore Allocca che quello all’ambiente Anna Rita Bramerini - lo conferma nel corso della giornata una nota ufficiale spedita dalla Regione Toscana dopo le indiscrezioni del mattino - chiedono di non partecipare al voto della famigerata delibera, consentendo però che venga assunta una decisione. Immaginano, evidentemente, le reazioni che susciterà in Maremma questa presa di posizione. Che scava un ulteriore solco tra il territorio e il presidente e paradossalmente ricompatta il Pd grossetano.
Se Allocca era collocabile su adeguamento e messa in sicurezza dell’Aurelia (progetto approvato nel 2008 dal Cipe), la Bramerini, nella partita di Orbetello, ci aveva speso tempo e faccia, ascoltando gli amministratori, le istituzioni, arrivando, con il suo partito - il Pd locale - a concordare una posizione di sintesi: il tracciato retrocollinare, appunto.
Pur non essendosi mai espressamente pronunciata per una soluzione piuttosto che per l’altra, ha sempre ascoltato e recepito le istanze del territorio. Solo qualche settimana fa aveva partecipato a un incontro politico, insieme al deputato Luca Sani (il numero 2 del Pd toscano), al presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras e al sindaco di Orbetello Monica Paffetti, per annunciare ben due azioni giudiziarie distinte (in capo al Tar) contro la delibera Cipe sul corridoio tirrenico: una da parte della Provincia di Grosseto e un’altra dell’associazione Colli e Laguna. Una dimostrazione di compattezza, pianificata a tavolino, che era anche un segnale per Firenze. Non colto. Peccato.
Si racconta che ci sia rimasta male ieri quando ha saputo dove Rossi sarebbe andato a parare. Così è stata concordata l’uscita. Poi sono partite le telefonate con prefisso 0564…
Gli unici soddisfatti possono ritenersi i proprietari delle abitazioni del Giardino e il sindaco di Capalbio. Gigi Bellumori si è rassegnato, con il tempo, al fatto che l’autostrada la impone la pianificazione trasportistica sovraordinata, ma ha sempre sostenuto che l’opera deve essere meno impattante possibile, riducendo danni e disagi. Eccolo qua, il primo cittadino capalbiese è stato accontentato.
Cosa significa e cosa produrrà l’atto partorito ieri dalla giunta regionale non è facile spiegarlo. La scelta tra il tracciato arancione e quello blu è stata tutt’altra che semplice e condivisa. Missione impossibile e Rossi, alla fine, ha deciso di mettere la testa avanti, di evitare ragionamenti di economia o allineamenti di scuderia, ben sapendo che la partita non è chiusa ed esistono margini di recupero nel momento in cui si passerà dal tracciato al progetto.
Adesso la palla torna al Ministero delle infrastrutture, al quale il presidente Enrico Rossi ha chiesto di convocare un incontro con tutti gli enti interessati (dovrebbe svolgersi entro il mese di aprile) per scegliere il tracciato definitivo sul quale chiedere alla Sat, la Società autostrada tirrenica, e al Commissario straordinario del Governo per la costruzione della Tirrenica, Antonio Bargone - che della società è anche il presidente - di redigere il progetto definitivo, con lo studio di impatto ambientale e, appunto, la localizzazione del tracciato.
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