Il Tirreno

Grosseto

Costa paga, Schettino rivuole la moto

di Pierluigi Sposato
Costa paga, Schettino rivuole la moto

Oggi il “prologo” dell’udienza preliminare: la società patteggia, il comandante chiede il dissequestro dei beni

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GROSSETO. Doppio prologo oggi per la vicenda giudiziaria del naufragio di Costa Concordia, in attesa dell’udienza preliminare in programma a partire da lunedì prossimo.

Oggi è il giorno del patteggiamento da 1 milione di euro di Costa Crociere e del riesame per i sequestri conservativi disposti dal gip, su richiesta della Procura, nei confronti del comandante Francesco Schettino, del responsabile dell’unità di crisi Roberto Ferrarini e dell’hotel director Manrico Giampedroni.

Stamani l’avvocato Marco De Luca salirà le scale del Tribunale per presentarsi davanti al giudice Valeria Montesarchio. La quale dovrà decidere sulla congruità della cifra che la compagnia ha patteggiato con il pool della Procura per gli illeciti amministrativi connessi alle contestazioni di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime aggravati dalla violazione delle norme antinfortunistica.

Ma come si è arrivati a 1 milione di euro? La base è il decreto legislativo 231 del 2001che riguarda la responsabilità amministrativa delle società. L'articolo 10 prevede che per il calcolo della sanzione pecuniaria si debba prendere una suddivisione in quote «in numero non inferiore a cento né superiore a mille». Per Costa è stato applicato il massimo. E per ciascuna delle mille quote è stato applicato il massimo dell'importo di ciascuna, cioè 1.500 euro. Dunque, un milione e mezzo di euro, che per la riduzione di un terzo prevista dal patteggiamento diventa appunto 1 milione.

Contestualmente, ma davanti al collegio riunito in sede di Tribunale del riesame, saranno discussi i ricorsi dei tre imputati nei cui confronti una ventina di giorni fa il gup Pietro Molino aveva disposto il sequestro di beni mobili e immobili su richiesta del procuratore capo Francesco Verusio. Case, auto e moto a “garanzia” delle spese processuali finora maturate (circa mezzo milione di euro) e delle eventuali pene pecuniarie o dei risarcimenti civili che i tre potrebbero dover versare in caso di condanna.

Beni che il comandante Francesco Schettino rivuole nella sua piena disponibilità. Tutti, compresa la sua Honda Varadero 1000.

La casa congelata a Schettino è quella di Meta di Sorrento, in provincia di Napoli, così come il garage. La moto, una gran turismo bicilindrica, viene spesso usata dall’ex comandante della Costa Concordia. «Ci tengo molto, anche più dell’auto», ha detto brevemente Schettino.

Anche ad altri due imputati, l'hotel director della Costa Concordia Manrico Giampedroni, e il responsabile dell’unità di crisi, Roberto Ferrarini, il gup ha deciso di sequestrare i rispettivi patrimoni. I sequestri vengono eseguiti formalmente presso le conservatorie generali e, quanto ai veicoli, presso il pubblico registro automobilistico (Pra). Schettino, come gli altri, può usare i beni, ma non disporne liberamente: per esempio, non può vendere la casa senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria.

Lunedì, invece, al Teatro Moderno, inizia l’udienza preliminare in cui sarà discussa la richiesta di rinvio a giudizio che la Procura ha formulato nei confronti di Schettino, Ferrarini e Giampedroni ma anche degli ufficiali Ciro Ambrosio e Silvia Coronica e del timoniere Jacob Rusli Bin.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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