Sicurezza
Caro riscatto, una mozione per le aree Peep
I valori sono schizzati alle stelle: la questione è portata in consiglio dai gruppi di maggioranza
GROSSETO. Cercare un modo per far pagare meno il riscatto della piena proprietà delle abitazioni realizzate in aree peep, e sollecitare Anci e parlamentari locali a modificare la normativa in modo da rendere più equo il prezzo del riscatto stesso. Questi gli impegni contenuti in una mozione che i gruppi di maggioranza porteranno oggi in consiglio comunale, per cercare di far uscire l’amministrazione dal ginepraio politico in cui si è infilata deliberando, a settembre dello scorso anno, un sistema di calcolo dei riscatti delle abitazioni in aree peep che ha visto triplicare, e in qualche caso quadruplicare, il valore di riscatto stesso.
Il tutto a valere retroattivamente, a partire dal 13 luglio del 2011, data di entrata in vigore del decreto sviluppo che prevedeva le nuove modalità di calcolo. Con la mozione, dice per il gruppo di maggioranza Daniela Piandelaghi, «si vuol prendere posizione su un tema che sta suscitando un vivace dibattito nella nostra città anche per le concrete ricadute che esso ha nella sfera di molti cittadini». La mozione arriva a mettere una pezza sullo strappo creato da un’altra mozione, ripresentata dal consigliere di Fratelli d’Italia Fabrizio Rossi, con cui si chiede alla giunta di sospendere l’efficacia della delibera che modifica i criteri di calcolo per il riscatto della piena proprietà in aree peep in modo da consentire ai proprietari del diritto di superficie di riscattare secondo i vecchi calcoli. Una mozione che aveva tentato anche molti in maggioranza, tanto che, alla fine, il centrosinistra si è trovato costretto a partorirne una che cercasse di dare una risposta al malcontento che quella delibera di giunta ha provocato in centinaia di famiglie che aspiravano a riscattare la piena proprietà della propria abitazione. Per rendere meno oneroso il riscatto la mozione di maggioranza propone alcune ipotesi come quella di arrivare a «più equa e realistica individuazione del valore venale delle aree, e/o di escludere l’efficacia retroattiva della delibera istitutiva dei nuovi corrispettivi, e/o di introdurre una “finestra” per consentire ai cittadini di presentare domande di riscatto, e/o di rateizzare gli importi individuati come corrispettivo...». In ogni caso la delibera di giunta, così com’è, non va giù a nessuno in maggioranza che tiene a precisare che «la determinazione del corrispettivo in questione non è rimessa alla piena discrezionalità dell’amministrazione locale, ma è vincolata all’applicazione di parametri che la legge impone ai Comuni». Dunque «la decisione di rivedere al rialzo i corrispettivi per l’acquisto della proprietà delle aree peep non consegue a una scelta politica della giunta o della maggioranza, o degli uffici tecnici di questo Comune, ma è una necessità imposta dal mutato quadro normativo. E infatti tutti i comuni d’Italia vi si stanno adeguando». All’ordine del giorno del consiglio comunale, il riconoscimento di due debiti fuori bilancio, l’approvazione del bilancio dell’istituzione Iside, la mozione per la riduzione dei gettoni di presenza e dei compensi percepiti dagli amministratori delle partecipate presentata dai gruppi consiliari Lolini, Misto, M5S, Fratelli d’Italia, Pdl e Grosseto Oggi, la mozione presentata da Fratelli d’Italia per sospendere la delibera di giunta sull’esercizio del diritto di riscatto della proprietà delle aree peep, quella sullo stesso argomento, presentata dai gruppi di maggioranza, una mozione del consigliere di Fratelli d’Italia, Pierfrancesco Angelini per aiutare le famiglie dei dipendenti della ex Mabro in difficoltà e un’interrogazione di Angelini su alcuni “ecomostri” e strutture fatiscenti nel comune di Grosseto.
Enrico Pizzi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google