Sicurezza
«Sempre rigorosi per gli appalti»
Parla l’architetto Firmati responsabile dell’ufficio tecnico indagato con il sindaco di Arcidosso dopo il blitz di sabato
ARCIDOSSO. «Sono tranquillissimo, anche se l’esperienza, di certo, mi ha segnato molto. Sono io solo con la supervisione del sindaco Landi, nell’ufficio tecnico di Arcidosso e dunque so bene quello che abbiamo fatto e come ci siamo comportati. So quali sono i metodi che usiamo negli appalti e quanto rigore mettiamo in questi atti».
È scosso ma sereno l’architetto Francesco Firmati, dell’ufficio tecnico arcidossino che sabato scorso è stato visitato dalla guardia di finanza inviata dalla Procura, che alla fine ha sequestrato dall’ufficio del sindaco e dall’ufficio tecnico computer e carte, ricevendo col sindaco Landi un avviso di garanzia: «L'ufficio tecnico è ok».
Intanto, ieri mattina, dei computer nuovi sono stati sistemati al posto di quelli sequestrati, «perché mica siamo qui in comune a giocare ai videopoker!» scherza il sindaco Emilio Landi per sdrammatizzare la situazione che innegabilmente è stata vissuta pesantemente da tutto il personale e le istituzioni: «dobbiamo lavorare e abbiamo dovuto provvedere con altri computer».
Intanto sempre ieri mattina la polizia postale si è salita di nuovo in municipio a prelevare i dati dal server, operazione che non era stata effettuata sabato perché il tecnico del server sabato pomeriggio non era presente.
Sabato era stata una giornata campale sia per le perquisizioni e gli accertamenti nei locali del Comune, ma non solo. Infatti non solamente il municipio era stato oggetto di perquisizioni, ma anche la casa dello stesso architetto era stata ispezionata.
Il clima generale, comunque, al comune arcidossino è abbastanza tranquillo e gli attestati di stima e di fiducia nell’operato del sindaco e dell’ufficio tecnico non sono mancate né da parte dei cittadini né da parte dei gruppi consiliari arcidossini. Eppure al sindaco Emilio Landi preme fare qualche considerazione di massima: «Dopo l’inizio della vicenda con cui ci siamo confrontati fin da venerdì scorso e soprattutto nel pomeriggio di sabato, confermo la prima impressione - afferma il primo cittadino - e resto ancora dell’opinione che ogni approfondimento delle indagini è giusto e legittimo, ma deve avere motivazioni concrete e reali. Ecco, devo confessare sinceramente che queste motivazioni non mi sono per nulla chiare al momento. Dirò di più, mi sfuggono gli elementi concreti che a quel che so io giustifichino tutto questo dispiegamento di forze».
«Anche perché - aggiunge Landi - bisognerebbe sempre valutare bene che cosa si innesca, le conseguenze. Anche solo il sequestro dei computer ha comportato il fatto che l’amministrazione si è dovuta garantire delle macchine nuove, altrimenti non si riusciva a lavorare. Non si può certamente bloccare la nostra attività amministrativa. Restando in attesa di saperne di più e di capire come un biglietto che pare sia stato ritrovato e che è stato considerato un trait d’union fra Sorano e Arcidosso, possa essere bastevole per costituire la molla e la motivazione di una tale operazione, auspico che tutto si risolva alla svelta. Noi siamo più che sereni».
Il biglietto è stato effettivamente ritrovato nel corso di una delle perquisizioni di giovedì. Vi si parlava dell’annuncio della vittoria di una gara. Sabato i finanzieri cercavano il riscontro negli uffici comunali.
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