Sicurezza
«Nessun favoritismo a Pistolesi»
Il difensore dell’architetto: l’intercettazione dimostra che non c’è collusione
GROSSETO. L’avvocato Roberto Santi Laurini prende idealmente l’ordinanza e cita: «Risulta dalla stessa telefonata intercettata che Boncori dice all’architetto Andrea Pistolesi “ricordati di firmare”. E Pistolesi chiede: “Quale firma?”. E Boncori risponde: “Sennò la domanda è inammissibile”. Se c’era collusione, si mettevano d’accordo prima, no?».
Anche Pistolesi ha ribadito la propria estraneità alle accuse. Ha risposto sull’offerta letta al telefono? «Sì, e non c’era niente di male a chiederlo, per il ribasso tutti l’avrebbero fatto - risponde il legale - E comunque Pistolesi aveva il massimo del punteggio».
E sulle spiegazioni sulla compilazione del bando? «Le stesse spiegazioni Boncori le aveva date a tutti». I contatti col sindaco? «Certo che ci sono stati! Vanni stava chiedendo alla Regione se questa potesse farsi capolista e metterci i soldi, in modo che il Comune risparmiasse i centomila euro. Così aveva chiesto a Pistolesi cosa chiedere con esattezza».
«C’è un particolare che è sfuggito - fa notare l’avvocato Andrea De Cesaris, difensore dell’architetto Luca Perin (foto Bf) - e cioè che la determina 104, al punto 3 prevede già la consulenza sul nuovo Regolamento urbanistico. Di quel punto non si è accorto nessuno. Dunque, l’incarico non terminava con il lavoro sulle osservazioni ma proseguiva già naturalmente». Perin ha dunque spiegato i motivi per i quali ha svolto l’incarico, derivante dalla decisione precedente. «I contatti con il Comune non solo poteva averli, ma li doveva avere proprio per questo motivo». Come mai Perin non è intercettato? «L’ho fatto notare anche io nella memoria che ho presentato».
(p.s.)
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