Il dolore
Nasce il pecorino gradito anche all’Islam
Il Caseificio di Manciano ottiene la certificazione per il formaggio che rispetta le regole del Corano
Nasce il primo pecorino toscano Dop certificato Halal, prodotto cioè nel rispetto delle leggi islamiche. A conseguire la certificazione, rilasciata dall’Associazione Islamica Zayd Ibn Thabit supportata dal Tüv Italia srl, è il Caseificio sociale Manciano, il cui presidente, Carlo Sanatrelli, ha ricevuto l’attestato dal rappresentante di TÜV Italia Roberto Passariello.
Halal, in arabo significa “lecito” e il concetto comprende la condotta morale, il modo di essere, l’abbigliamento e anche le norme alimentari.
Al Caseificio sociale Manciano si sono chiesti in quale misura si potesse coniugare la tradizione secolare del pecorino toscano con il concetto di “halal”. In che modo, cioè, si potesse produrre il pecorino toscano rispettando i dettami della religione islamica senza che influenzarne il gusto e il sapore e senza pregiudizio alcuno per il suo naturale legame con il territorio. L’ottenimento della certificazione da parte del Caseificio sociale Manciano è il risultato di un lavoro multidisciplinare e un approccio organico, con competenze religiose e giuridiche, industriali, marketing e innovazione.
Lo schema di certificazione, elaborato da TÜV Italia e da una delle più importanti comunità islamiche del Paese, appunto l’associazione “Zayd ibn thabit”, tiene conto, infatti, non solo dei dettami del Corano e della Sharia ma anche delle linee guida internazionalmente riconosciute e delle norme Iso.
In conclusione, le differenze del pecorino toscano Dop Halal non sono da ricercare nel prodotto ma nel percorso lavorativo, nell’approccio e nella conoscenza dei procedimenti allineati alla religione islamica, quali ad esempio l’uso di prodotti non alcolici per la pulizia degli impianti o le indicazioni da riportare in etichetta.
Il Consorzio di tutelaproporrà ad altri caseifici associati tale strada per aumentare le possibilità di penetrazione in un mercato importante, valutando anche la possibilità di partecipare a quegli eventi fieristici nel mondo arabo che possano dare visibilità alle aziende certificate. Senza dimenticare, naturalmente, l’importanza che tale certificazione riveste per il mercato interno, dove sempre maggiore è la presenza di fedeli islamici.
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