Attenzione
Mabro, pronti a chiedere la Prodi bis
Compatto il fronte dei lavoratori: «Se la domanda al ministero non la fa la proprietà la presentiamo noi dipendenti»
GROSSETO. L’assemblea di ieri mattina è servita a fare chiarezza, se mai ce ne fosse stato bisogno, sulla Prodi bis. La scelta fatta dai sindacati, portata sul tavolo della Regione, spiegata a più riprese ai lavoratori e richiesta anche alla proprietà della Mabro, è stata condivisa da tutti. Tanto che venerdì, se Abbigliamento Grosseto sceglierà di andare avanti senza chiedere la procedura straordinaria del commissariamento, saranno i dipendenti stessi, attraverso i sindacati, a farsi avanti e inoltrare domanda al ministero. «Siamo certi - dice Massimiliano Brezzo, segretario regionale Filctem Cgil - che questa sia l’unica strada praticabile per togliere l’azienda dalla società di stallo nella quale siamo finiti da tempo». E la legge prevede che la Mabro, per dimensioni e per situazione finanziaria possa attivare questo percorso anche su richiesta dei 224 dipendenti della società che da mesi ricevono lo stipendio a singhiozzo. «Non ci sono grandi alternative - dice Nadia Perino - e quello che dobbiamo tenere presente è il fatto che i dipendenti sono ormai arrivati allo stremo. È difficile continuare a chiedere sacrifici a chi ne ha già fatti troppi».
Venerdì Barontini darà una risposta ai sindacati, dopo che nella riunione della scorsa settimana alla Regione ha presentato i dati finanziari della Mabro. Dati che partivano da sette milioni di euro di debiti. Numeri, questi, che darebbero diritto ai lavoratori di chiedere l’amministrazione straordinaria.
«Quello che saremmo contenti succedesse - aggiunge Brezzo - sarebbe una nuova convocazione in Regione, alla presenza di Simoncini, proprio per venerdì». La scorsa settimana, dopo una riunione fiume durata cinque ore, l’assessore allo Sviluppo economico non ha fissato un nuovo appuntamento. «Questo però ci servirebbe da garanzia - spiega il sindacalista - per la risposta che aspettiamo da Barontini. Per dare ufficialità alle parole dell’imprenditore che così sarebbero garantite dalla Regione stessa». Insomma, il messaggio è chiaro.
Barontini, dal canto suo, ha già attivato i suoi consulenti per fare delle simulazioni sulla Prodi bis prima di prendere una decisione definitiva che potrebbe arrivare sicuramente prima del passaggio di proprietà dell’azienda.
Le prossime risposte quindi, arriveranno venerdì e poi lunedì, quando si riunirà di nuovo l’assemblea dei lavoratori in fabbrica. Stremati, ormai, da una trattativa che va avanti da anni senza che ancora sia stata raggiunta una soluzione.
«Bisogna trovare il modo - aggiunge Nadia Perino, rsu Cgil - di non trovarsi più nella situazione di dover lavorare gratis. Questa situazione, per noi dipendenti, è diventata insostenibile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
