Sicurezza
Lavori a Istia, il Comune “caccia” la ditta
«Gravi inadempienze e ritardi»: l’amministrazione vuole risolvere il contratto, la riqualificazione rischia di restare al palo
ISTIA D’OMBRONE. Lavori appaltati nel luglio del 2010 e mai completati. Siamo in Italia, e ci sta. Ma andatelo a spiegare ai residenti di Istia, la frazione a due passi dal capoluogo che da anni attende interventi sulla pavimentazione del centro storico. I soldi, una volta tanto, ci sono. Tutto è calcolato, eppure non funziona niente. Ma andiamo con ordine.
L’appalto. È il 29 luglio del 2010 quando una serie di lavori da portare avanti nel cuore del centro abitato di Istia vengono appaltati a una ditta perugina (di Bevagna), la Edil Costruzioni srl. L’impegno prevede la realizzazione dei lavori di “Completamento, sistemazione, pavimentazione, sottoservizi e riqualificazione urbana del centro storico”. Responsabile del procedimento è l’architetto Mauro Pollazzi. Progetto esecutivo, direzione dei lavori e coordinamento della sicurezza sono a cura dell’ingegner Sergio Lorenzini. Committente – ovvio – il Comune di Grosseto. Al progetto, ammontante a un importo complessivo di un milione e 700 mila euro, contribuiscono la Cassa depositi e prestiti (950 mila euro) e la Fondazione Monte dei Paschi di Siena (750 mila euro). La data di consegna lavori è fissata al 20 ottobre 2010, quella contrattuale per l’ultimazione il 12 dicembre dell’anno successivo: insomma, poco più di tredici mesi. Eppure, oggi, quel contratto viene risolto dal Comune. E i motivi sono più di uno.
La risoluzione. Tante le cause che portano l’amministrazione a gettare la spugna, o meglio, a voltare pagina: tanto per cominciare si fa riferimento all’articolo 136 - del decreto legislativo 163 del 2006 - quello relativo al “grave inadempimento, grave irregolarità e grave ritardo dell’appaltatore”. Insomma, per il Comune la Edil Costruzioni avrebbe «tenuto una condotta contraria ai principi di correttezza e buona fede, fornendo falsa documentazione contabile alla filiale di Foligno della banca Monte dei Paschi di Siena. Circostanza per la quale questo ufficio ha sporto formale denuncia il 12 marzo 2013 presso il comando di polizia municipale di Grosseto». Ma c’è dell’altro: ci sarebbe anche una nota, stilata da uno studio legale umbro, relativa a «una richiesta d’intervento sostitutivo per inadempienza retributiva dell’esecutore nei confronti del personale dipendente». Un’accusa ancora tutta da comprovare. L’amministrazione, che ha quindi deliberato di sospendere i pagamenti alla Edil Costruzioni, pare comunque destinata a non essere del tutto beffata: esiste una polizza fideiussoria destinata a coprire eventuali risarcimenti dovuti a conclamate inadempienze. Intanto, il direttore delle opere dovrà «redigere lo stato di consistenza dei lavori già eseguiti, l’inventario dei materiali, macchine e mezzi d’opera e relativa presa in consegna». Il collaudatore, da parte sua, «una volta acquisito lo stato di consistenza» dovrà invece redigere un verbale di accertamento tecnico e contabile.
Sul posto. Intanto, noi due passi sul posto li abbiamo fatti. Abbiamo dato un’occhiata alle transenne disseminate un po’ ovunque e passeggiato su quelle stradine a groviera: «I lavori? Sono lì da anni. Dovrebbero finirli, dovrebbero», dice un uomo sorridendo e scuotendo il capo. Pochi metri in avanti, una donna gioca con i propri figli. Le chiediamo dei lavori lungo le vie del centro. È cortese, ci accompagna sino all’imboccatura delle prime strade che dovevano essere aggiustate, a due passi da piazza delle Mura. Alziamo lo sguardo, ci sono i cartelli di inizio lavori, ci sono le transenne, ma non ci sono gli operai: tutto fermo. Passano un paio di anziani, salutano con cortesia, da queste parti l’educazione è ancora un valore. Incontriamo un uomo nato e cresciuto a Istia. Anche lui è sconsolato per quelle opere di riqualificazione che hanno il sapore della beffa. Ci racconta di quando pareva che sotto la piazza di Istia ci fosse un tesoro medievale. Oggi lì è tutto ricoperto di pietre «molte scivolose, altre tagliate a pezzetti, senza un valido motivo».
E domani. Una cosa è pressoché certa, la vicenda non si chiuderà a breve. Ma soprattutto: che fine faranno i lavori iniziati e mai finiti? «Queste situazioni – dice l’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Monaci – sono spiacevoli. Non accade di frequente, anche se con la crisi qualcosa sta cambiando anche in questo senso. Sempre più imprese hanno difficoltà. Le opere realizzate (siamo al 36%) hanno una propria compiutezza. Occorre quindi dar vita a una riflessione per vedere se conviene andare avanti (coinvolgendo le ditte arrivate dietro la Edil Costruzioni nella gara d’appalto) o utilizzare quei denari per altre emergenze. Magari anche a Istia».
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