Sicurezza
«Lascio per il mio onore» Le trattative di Barontini
GROSSETO. Tre tavoli aperti, altrettante società che avrebbero manifestato interesse per la fabbrica delle vestaglie azzurre. Trattative che sono sul filo del rasoio, tra le difficoltà di...
GROSSETO. Tre tavoli aperti, altrettante società che avrebbero manifestato interesse per la fabbrica delle vestaglie azzurre. Trattative che sono sul filo del rasoio, tra le difficoltà di Abbigliamento Grosseto di muoversi nel mare magno della crisi e quelle dei lavoratori costretti ad andare avanti senza riscuotere lo stipendio. Un imprenditore al centro della bufera che ha deciso di dire basta. «Ho rassegnato le dimissioni da amministratore unico - dice Andrea Barontini - perché sono stufo dei continui attacchi personali che ricevo. Mi si giudichi come imprenditore, ma non si metta in dubbio la mia onestà». È un fiume in piena Andrea Barontini. L’assemblea dei soci che ratificherà le sue dimissioni non è ancora stata convocata. E finchè non sarà trovato un nuovo amministratore, resterà in carica lui. «Anche perché ci sono della trattative che potrebbero andare in porto - spiega - e sarebbe dare stabilità all’azienda, e di conseguenza ai lavoratori».
Tre proposte che sono state illustrate venerdì durante l’incontro in Regione. Ma delle quali ancora non si conoscono i dettagli. «Abbiamo avuto più di un incontro con i rappresentanti di queste società - dice - ma bisogna capire poi come evolvono». Il piede sull’acceleratore ora come ora sembra averlo spinto il rappresentante della Adler Nextam, la società di intermediazione che fa parte del Gruppo Picozzi di Milano e che venerdì ha voluto incontrare Simoncini per farsi spiegare quale fosse il clima alla Mabro. «Durante quell’incontro sono stati spiegati i tempi dell’operazione - dice - che non si chiuderà certo in poche settimane». Dieci giorni circa serviranno per la presentazione della dichiarazione d’intenti. Per dire cioè, se l’operazione si farà o non si farà. «Poi, da quel momento in avanti - aggiunge l’imprenditore - comincerà la trattativa vera e propria che non si concluderà, secondo le previsioni, prima di tre mesi». Ma nel pacchetto della Adler Nextam ci sarebbe anche la possibilità di una new diligence transitoria che servirà per cominciare a preparare un piano industriale e a iniettare nuove risorse nella Mabro.
Qui si tratta di una società straniera. I due gruppi italiani che hanno invece manifestato interesse per la Mabro, viaggiano su binari diversi. «Uno in particolare - spiega Barontini - ha parecchi punti vendita aperti e ne sta acquisendo altri dieci. Per questo si è rivolto a noi, perché avrebbe bisogno di uno stabilimento produttivo». Qui, oltre agli abiti con il marchio del distributore, verrebbero prodotti e venduti, utilizzando quel canale di distribuzione già avviato, gli abiti a marchio Mabro. «E in uno dei tre casi - dice - è stato anche previsto un incremento dei posti di lavoro fino a 180 dipendenti in cinque anni».
Opzioni che la società sta valutando. Come la richiesta della Prodi bis. «Ho preso tempo - dice Barontini - perché stiamo studiando alcuni modelli per capire come funziona l’amministrazione straordinaria sulla Mabro. E poi, aspettiamo anche risposta dai tre gruppi interessati alla nostra azienda. Non vorremmo perdere occasioni importanti per una scelta fatta con troppa leggerezza».
Intanto, arriveranno a giorni i primi capi di Jos & Bank. «Pochi capi, per ora - dice - perché la società americana ci ha chiesto di effettuare prima il controllo sulla conversione delle taglie». Un cavillo in più, che sarà superato dalle vestaglie azzurre velocemente. (f.g.)
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