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È morto il gatto preso a fucilate, l’autore rischia 2 anni di carcere
Bombolo era stato ferito da un colpo di carabina il 23 marzo. Il pallino di piombo ha fatto infezione ed è stato fatale. Appello della Lav
Non ce l’ha fatta il gatto che lo scorso 23 marzo era stato ferito con una carabina ad aria compressa a Casalecci, alle porte di Grosseto. La vita di Bombolo si è conclusa dopo una lenta agonia dovuta all’infezione sviluppatasi in seguito alla penetrazione del pallino di piombo insieme ad altri elementi esterni come pelle e pelo.
Purtroppo non è il primo caso a Casalecci, in particolare in via Versilia. Già in passato si erano uditi colpi di fucile dopo i quali i felini non tornavano a casa. Stavolta però dal corpo di Bombolo è stato estratto il proiettile che prova inequivocabilmente l’intenzione di uccidere. Intenzione che purtroppo si è trasformata in realtà.
Un dramma per Francesco Candela, la sua compagna e il loro bambino che di Bombolo si prendevano cura e che già avevano subito perdite misteriose di gatti negli anni scorsi dopo i famigerati colpi di fucile.
«Con la morte di Bombolo il reato commesso dal responsabile diventa a tutti gli effetti quello previsto dall’articolo 544 bis del codice penale, punibile con il carcere fino a due anni – spiega Giacomo Bottinelli, responsabile Lav Grosseto – e ci appelliamo alla magistratura e alle forze dell’ordine affinché non sottovalutino la gravità del caso e facciano tutti gli sforzi necessari per individuare il colpevole».
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