Il Tirreno

Grosseto

Bagni in pineta chiusi da settimane e pieni di erbacce

di Michele Nannini

L’associazione che puliva la struttura ha sospeso il servizio Il Comune pensa a una gara per il nuovo affidamento

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FOLLONICA. Il panorama non è invitante, a vederlo da fuori, con la struttura rinnovata pochi anni fa ma attualmente chiusa con lucchetti e che sa molto di area abbandonata, nonostante sia all’interno di uno dei cuori verdi di Follonica.

Il servizio bagni della pineta di Ponente è chiuso ormai da un paio di mesi, con rifiuti ed erbacce che cominciano a prendere campo mentre a pochi metri il resto della pineta ospita quotidianamente bambini e famiglie in cerca di giochi ed aria pura.

Più di un lettore ha nei giorni scorsi segnalato la situazione, iniziata a diventare preoccupante lo scorso gennaio e che si è poi tramutata in temporanea chiusura vera e propria dei bagni per “mancanza del materiale di pulizia”. O per lo meno così si difendono i responsabili del gruppo Heos che si occupavano del servizio integrativo di assistenza e pulizia dei bagni, che dal 6 gennaio hanno prima ridotto lo stesso servizio escludendo i pomeriggi e le giornate festive per poi sospenderlo a fine febbraio. «Non ci è stata data nessuna assicurazione di una continuità nell’affidamento del servizio – spiega una comunicazione del gruppo Heos – per il 2013 infatti la scelta del Comune sarà quella di procedere ad un avviso di selezione per l’appalto del servizio, selezione a cui il gruppo in quanto non cooperativa non potrebbe partecipare. La nostra associazione non intende mettere a rischio le limitate risorse in una operazione che si configura, in questi termini, come senza speranza e preferisce investire nel progetto “Dal margine al centro – progetto Parchi” attivo fin dal 1996 e ripresentato all’amministrazione a fine 2012, progetto nel quale crediamo e che viene apprezzato anche dalla Asl che ci affida una decina di persone in situazione di disagio».

Pastoie burocratiche, quindi, con decisione comunque legittima, a termini di normativa, da parte del Comune che ha preferito un appalto per il servizio rispetto all’affidamento diretto avvenuto in passato; la scelta però sta creando non pochi disagi a chi frequenta la pineta ed alla stessa struttura, soprattutto perché bastano pochi mesi di abbandono per rischiare di compromettere la qualità dell’area una volta che il servizio verrà ripristinato. Fino a qualche tempo fa assistenza e pulizia sono proseguite comunque durante le attività del progetto “Dal margine al centro – progetto Parchi”, fino alla chiusura definitiva che risale ormai allo scorso febbraio. «Non possiamo più effettuare il servizio volontario di apertura e pulizia dei bagni nemmeno nei giorni in cui il gruppo svolge la sua attività in pineta perché l’amministrazione comunale non fornisce più il materiale di pulizia» è la stringata nota del gruppo Heos a chiusura della vicenda. Mentre di fronte all’edificio cartoni abbandonati e piante ormai secche stanno diventando il biglietto da visita della struttura. Un biglietto da visita che stona con quella che è la posizione della struttura stessa: la pineta, frequentata da turisti e da villeggianti.

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