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«Un’interrogazione per fare chiarezza sulle responsabilità»

«Un’interrogazione per fare chiarezza sulle responsabilità»

GROSSETO. Nel giorno in cui la bomba del Rosmini è deflagrata a livello mediatico e nazionale sono arrivate anche le prime risposte dalle istituzioni. E mentre l'assessore regionale all'Istruzione...

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GROSSETO. Nel giorno in cui la bomba del Rosmini è deflagrata a livello mediatico e nazionale sono arrivate anche le prime risposte dalle istituzioni. E mentre l'assessore regionale all'Istruzione Stella Targetti ha garantito ieri che i soldi mancanti ce li metterà la Regione, da Roma è arrivata la notizia che il ministero è pronto a sbloccare risorse per le supplenze per oltre 7mila scuole di tutta Italia purché in regola con determinati adempimenti. Ma ieri è stato anche il giorno delle reazioni politiche. A cominciare dal deputato del Pd Luca Sani: «Ridursi a dover estrarre a sorte i nomi dei precari temporanei per capire chi potrà ricevere lo stipendio è una pratica umiliante per la scuola che fa capire senza possibilità di fraintendimenti fino a che punto siamo arrivati sull’orlo del baratro. Il sorteggio è umiliante per il dirigente, per i docenti e per gli Ata. Domani presenterò un’interrogazione urgente per capire bene come possa essersi verificata una cosa tanto abnorme. È evidente che il problema va risolto alla radice, cambiando impostazione alle manovre di contenimento della spesa pubblica». Anche il presidente della Provincia Leonardo Marras ha espresso incondizionata solidarietà e comprensione a tutti i protagonisti di questa storia. «Da amministratore pubblico, da cittadino e da genitore - scrive Marras - provo una frustrazione profonda di fronte a quanto accaduto. Le scelte del governo Monti e del Miur, che si sono accodate a quelle già di per sé catastrofiche del governo Berlusconi, sono alla base di una situazione che non è più sostenibile. Un Paese come il nostro non può più continuare a permettersi débâcle di questo tipo tanto più in un settore delicato e strategico come quello della pubblica istruzione. Dicono che bisogna toccare il fondo per poter iniziare a risalire. Ecco, con questa vicenda devo dire che il fondo del barile è stato raschiato e che è ora di fermare questa corsa insensata alla riduzione di risorse che né migliorano l’efficienza, né portano benefici di altra natura. Il rigore dei tagli lineari e le logiche ragionieristiche stanno solo impoverendo questo Paese, aumentando la disoccupazione e alimentando la spirale recessiva».(s.l.)

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