Attenzione
«Sorteggiare i salari? Era l’unico mezzo per limitare il danno»
L’amarezza della dirigente Lamioni: «Ci siamo messi intorno a un tavolo. E alla fine l’unica soluzione è sembrata questa»
GROSSETO. Entrata al centro di un caso “sociale” e mediatico Gloria Lamioni - la preside del liceo linguistico di Grosseto - confessa che avrebbe volentieri fatto a meno di tanto clamore. Incontriamo la dirigente ieri mattina, stesso giorno in cui la notizia “esplode” letteralmente sui giornali provocando un fragore inedito: mai si erano sentiti, prima d’ora, casi di sorteggio e di stipendi in palio, specie nel settore pubblico. Ma a questo punto è come se la crisi della scuola italiana avesse toccato il fondo e mostrato la sua propaggine proprio a Grosseto, negli ultimi due giorni. Mancano i soldi? Quel sistema da lei inventato a Grosseto - in fondo - non è stato che un modo per tamponare la ferita. I professori gliene danno atto.
«Scusate, mi è venuto anche il mal di testa - commenta Lamioni facendo accomodare con gentilezza nel suo ufficio in via Porciatti - Io non sono per pubblicizzare nulla, figuriamoci in questo caso, ma il problema è che la cosa è grossa; viene da sé, lo riconosco, che oggi siamo un po’ nell’occhio del ciclone senza esserci abituati». Tiggì nazionali, web a tutta birra, giornali di tutta Italia. La sua scuola è travolta, «e il problema suppongo sia grosso: fosse stato solo mio, sarei stata quasi contenta», scrolla le spalle. Comìè nata l’idea del sorteggio? «Ci abbiamo riflettuto a lungo e valutato diverse possibilità», racconta. È il 7 marzo quando la preside e i collaboratori chiamano i rappresentanti sindacali della scuola, la Rsu, e si mettono a pensare alle soluzioni possibili, a come insomma si possa accontentare il più possibile le persone pur avendo uno scarso gruzzolo a disposizione. «L’obiettivo era rendere la nostra decisione il più neutrale, democratica e condivisa possibile: l’intenzione insomma era limitare il danno. Abbiamo anche pensato di pagare meno ma tutti, spalmando le risorse», ma «il sistema informatico del ministero non avrebbe riconosciuto gli acconti: sarebbe risultato l’intero». Di qui il sorteggio. «Che non è certo una soluzione, ma almeno un modo per tamponare il danno».
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