Il Tirreno

Grosseto

La Provincia porta Wind in Tribunale

Motivo del contendere 90mila euro di arretrati che l’ente locale vuole per un’antenna a Castiglione della Pescaia

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CASTIGLIONE. Un’antenna per la telefonia mobile della società Wind occupa da oltre dieci anni un’area demaniale nel territorio di Castiglione della Pescaia, sulla sponda sinistra del Bruna, a due passi dalla Diaccia Botrona.

La Provincia di Grosseto intende adesso recuperare il credito derivante dai proventi (mai riscossi) del canone concessorio per l’occupazione.

In realtà l’area, una superficie di oltre duemila metri quadrati, era già stata assegnata a Francesco Luigi Del Tongo a uso di parcheggio per carrelli per imbarcazioni e deposito di materiali. Come vi sia spuntata l’antenna (che occupa circa 30 metri quadrati e alla cui vista tutti si sono ormai abituati) non è dato saperlo, ma a Grosseto e a Castiglione gli amministratori intendono andare in fondo alla questione.

Pare che polizia provinciale e vigili urbani, dopo aver raccolto documentazione, foto e testimonianze, abbiano inviato alla Procura della Repubblica un voluminoso fascicolo. Nel 2010 fu accertato il posizionamento e la proprietà dell’antenna (Icot spa, Icot Engineering e poi Wind Telecomunicazioni), subito dopo fu richiesta la corresponsione del pagamento del canone a partire dal 2002, per un importo di 10 mila euro annui.

Novantamila euro di pregresso, oltre agli interessi maturati. Richiesta rigettata integralmente dalla società Icot.

La giunta provinciale guidata da Marras, però, non si è mai arresa, mostrandosi determinata a recuperare il credito. La prima udienza in Tribunale si svolse nel luglio di due anni fa. L’avvocato Roberto Santi Laurini, per conto della Icot spa, chiese e ottenne la sospensione dell’efficacia esecutiva della cartella di pagamento notificata da Equitalia Gerit.

In pratica, per la riscossione del credito vantato dall’amministrazione, i giudici stabilirono che l’iter avviato dalla Provincia di Grosseto non era conforme a quanto previsto in materia di proventi per canoni concessori.

Nel caso di mancato pagamento, infatti, anziché provvedere con l'emissione di ruoli da parte di Equitalia, è necessario agire per vie giudiziali, così da costituire i presupposti per l’esecuzione coattiva del credito.

La questione, in verità, è più complessa: il credito maturato con l’occupazione non autorizzata del terreno, nei confronti di Icot, cessa nei primi mesi del 2007, visto che dopo la locazione dell'area per il posizionamento dell’antenna è stata data dal titolare Francesco Luigi Del Tongo alla Icot Engineering e successivamente alla Wind Telecomunicazioni.

Nei prossimi mesi gli avvocati Stefania Sorrenti e Chiara Canuti andranno a tutelare in giudizio gli interessi dell’ente e della collettività, provando di nuovo a recuperare i 90 mila euro che la Provincia ritiene le spettino. Parallelamente si svilupperà l’inchiesta penale.

«La concessione a Del Tongo _ spiegano da Palazzo Aldobrandeschi _ non prevedeva la presenza, nel terreno demaniale, di alcuna antenna per la telefonia mobile». Ma questa è un’altra storia.

Gabriele Baldanzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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