Finanza
È salvo il giudice di pace di Arcidosso
Il consiglio comunale vota unanime per il mantenimento dell’ufficio nonostante le spese: 11mila euro ogni anno
ARCIDOSSO. L’assemblea consiliare di Arcidosso salva, unanime, l’ufficio del giudice di pace. Il suo mantenimento, dunque, incassa il voto compatto di maggioranza ed opposizione nel consiglio comunale straordinario, dove tutti i punti sono stati votati all’unanimità.
Il più interessante era senza dubbio la richiesta consiliare al ministero di grazia e giustizia di voler mantenere lo storico ufficio. Un atto di volontà indispensabile da esprimere entro il termine perentorio del 29 aprile, come impone, per i Comuni che lo vogliono, il decreto legislativo pubblicato il 28 febbraio, che passa la “patata bollente” dal ministero ai comuni, come ha detto il sindaco Landi che ha voluto sottolineare anche come il giudice di pace sia un servizio comprensoriale e che dunque coinvolge tutti i comuni dell’Unione.
Alla fine tutti hanno votato per la richiesta di mantenimento, la mozione presentata dalla minoranza che risponde punto per punto alle richieste di legge. Dunque, se pure con sacrifici non indifferenti per il mantenimento delle spese dell’ufficio (11.000 euro e passa solo per riscaldamento, luce ecc), e con la garanzia di due figure (un collaboratore professionale e un cancelliere), Arcidosso ha “salvato” un servizio storico che senza questa mossa sarebbe andato perduto. «Inutile dire che c’è preoccupazione - ha detto Landi - perché il ministero, per liberarsi dalle spese, lascia i Comuni col cerino in mano e oltretutto avverte che non ci devono essere costi aggiuntivi. Comunque adesso abbiamo replicato la nostra posizione, fermamente intenzionati a mantenere questo ufficio che è a servizio di tutti i comuni dell’Unione».
Soddisfazione anche della minoranza che da tempo si sta muovendo per non perdere questo ulteriore servizio: «Avere un ufficio giudiziario in loco - ha commentato il capogruppo di minoranza Michele Nannetti - sarà anche un incentivo, crediamo, al mantenimento della Compagnia dell’Arma ad Arcidosso e potremo sperare in un’inversione di rotta di declassamento a semplice Tenenza».
Votata all’unanimità anche la creazione di un apposito capitolo di bilancio con cui si stanziano 500 euro per contribuire al monumento simbolo del bicentenario dell’Arma (sarà riprodotto il celebre monumento del maestro Berti che raffigura “I carabinieri nella tormenta”) che sarà collocato a Roma nei giardini di via del Quirinale intitolati al 150º dell’Unità. Anche il primo che si trova nei Giardini reali di Torino fu costruito con la partecipazione plebiscitaria di quasi tutti i comuni italiani,. Un’ulteriore simbolica adesione alla celebrazione è la elargizione del corrispettivo del gettone di presenza di una seduta, del sindaco di Arcidosso e degli assessori che devolveranno la cifra alla festa dell’arma. Potranno contribuire pure i cittadini, utilizzando un conto corrente indicato nel sito del Comune.
Fiora Bonelli
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