Finanza
«Sede dell’anagrafe inadeguata»
Sindacati all’attacco del Comune: «Riorganizzazione promessa e mai fatta»
GROSSETO. Alzi la mano chi almeno una volta nella vita è entrato all’anagrafe di via Saffi. Bene, abbassate la mano e continuate a leggere, perché dalle parti degli uffici comunali c’è polemica. Ad alzare la voce sono le rappresentanze sindacali unitarie, la Cgil la Cisl e la Uil. Denunciano una situazione divenuta insostenibile: «Personale a ranghi ridotti e procedure farraginose fanno sì che si formino nei corridoi del primo piano di via Saffi lunghe code di cittadini scontenti, a cui i lavoratori - nei limiti di una struttura inadeguata, di strumenti di lavoro non all’altezza e di procedure vetuste - cercano di dare risposte nel migliore dei modi, svolgendo il proprio compito con attenzione e professionalità». Dagli uffici anagrafe e servizi demografici «Per quanto poco considerati dalla politica perché non danno sufficiente ribalta, passa la vita di ciascun cittadino, dalla nascita alla morte. Chiunque abbia la necessità di rinnovare una carta d’identità, di fare un cambio di residenza o un certificato di nascita e morte si trova per prima cosa ad avere a che fare con una sede inadeguata ad accogliere gli utenti e a tutelarne il sacrosanto diritto alla riservatezza. Diritto non solo necessario per le certificazioni, ma indispensabile per altri atti estremamente sensibili quali il riconoscimento di un figlio, le adozioni, i disconoscimenti». Ma non è finita qui, le rappresentanze sindacali chiedono precisi interventi per ridurre i tempi di attesa. Sarebbe utile ideare un «Front-office per la prima accoglienza, informazione e consegna di modulistica e migliorare le procedure tramite forme d’informatizzazione spinta»: compilare moduli a mano per poi consegnarli all’impiegato che li trascrive al computer non è il massimo della praticità. I dipendenti «Vivono una situazione quotidiana di stress lavorativo anche per l’impossibilità di poter accedere alla necessaria formazione, in tempi in cui le sempre nuove competenze richiederebbero un aggiornamento continuo». Tutti piccoli passi, anche se la cosa migliore «Sarebbe poter individuare per questi uffici, così come per altri che hanno una particolare affluenza, una sede ad hoc in grado di accogliere decorosamente l’utenza». Una via che secondo le organizzazioni sindacali può essere percorsa nonostante le difficoltà di bilancio. Ma c’è di più: «Sta aumentando – dice Cinzia Fiacchi, Cgil-Fp - il numero di stranieri che si rivolgono agli uffici dell’anagrafe: sarebbe opportuno inserire figure professionali, come mediatori culturali, in grado di aiutare dipendenti e utenti nella gestione del servizio. Comunque il problema organizzativo non riguarda solo gli uffici di via Saffi: anche la sede della polizia municipale è inadeguata». La richiesta di Cgil, Cisl e Uil è dunque che sia dato seguito con urgenza «Al progetto generale di riorganizzazione ormai promesso da troppo tempo e che, ribadiamo, non può riguardare soltanto funzioni o macrostruttura, ma deve disciplinare anche attività, procedure e microstruttura». Resta l’interrogativo sulla sede distaccata dell’anagrafe in via della Pace: chiusa – tra le proteste - da qualche mese, magari sarebbe stata più che utile nello smaltimento delle pratiche.
Maurizio Bernardini
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