La manifestazione
«Prodi bis entro fine mese alla Mabro»
La richiesta dei sindacati a Barontini durante il vertice in Regione. Royal Tuscany pignora il marchio
GROSSETO. È stata una giornata lunga quella di Andrea Barontini, cominciata ieri mattina con l’ufficiale giudiziario che si è presentato all’azienda di via Senese per pignorare il marchio Mabro. Un’azione, questa, che era nell’aria da qualche giorno e che è diventata realtà ieri mattina dopo che mercoledì si è riunito il comitato dei creditori di Royal Tuscany. A spingerli verso questa soluzione, le voci sulla probabile volontà da parte di Barontini, di vendere proprio il marchio Mabro.
Un’azione che segue la sospensione dei pignoramenti da parte di Royal Tuscany della passate settimane, quando, per l’acquisizione del credito da oltre un milione di euro, si è comunque scelta la via dell’accordo con Abbigliamento Grosseto.
Se la mattina si è aperta con l’ufficiale giudiziario in azienda, la sera si è conclusa, tardi, con la riunione convocata alla Regione dall’assessore Simoncini. C’erano i sindacati, le rsu e c’era l’assessore allo Sviluppo economico della Provincia Cinzia Tacconi e quello del Comune Emanuel Cerciello, che però, non è rimasto fino alla fine. E Andrea Barontini, che come aveva promesso ha deciso di fare chiarezza su tutto quello che è successo in Mabro fino a ieri, soprattutto dopo che prima di Pasqua non si era presentato all’appuntamento con Simoncini, mandando su tutte le furie sindacati e rappresentanti dei lavoratori.
La riunione è finita alle 22, con un documento congiunto della Regione nel quale l’imprenditore dovrà dire se percorrere la strada della Prodi bis o meno.
L’assessore Simoncini, prima di incontrare le parti sociale ha anche parlato con un advisor che entro fine mese potrebbe formalizzare un’offerta per rilevare l’azienda. Una soluzione, questa, che potrebbe sbloccare l’enpasse della Mabro.
I sindacati hanno insistito su un tasto: quello della Prodi bis, che vorrebbero vedere sottoscritta entro fine mese. E che sarebbe una strada praticabile proprio per i conti della società, che ieri sono stati presentati al tavolo della Regione. Dove è stato anche annunciato che da lunedì la produzione si ferma.
«L’azienda ha comunicato che la settimana prossima terrà tutti i dipendenti in cassa integrazione - dice Roberto Franceschetti della Uil - perché così il lavoro verrà accorpato sulla settimana successiva e permetterà alla produzione di riprendere senza intoppi». Un sistema, questo, che serve per capire cosa succederà nei prossimi giorni. «Spero che l’azienda comprenda che la nostra richiesta della Prodi bis - aggiunge Fabio della Spora (Cisl) - non è campata in aria ma è stata messa sul tavolo per la sopravvivenza della Mabro. Questo strumento dà anche la possibilità all’attuale proprietà di sviluppare i progetti di Barontini, sgravando i debiti».
La Prodi bis, quindi, per i sindacati è l’unica garanzia per andare avanti. «Abbiamo verificato che le condizioni per richiederla ci sono - aggiunge Massimiliano Brezzo (Cgil) - e se davvero ci sono imprenditori interessati a rilevare la Mabro, questa amministrazione non preclude l’ingresso di nuovi partner. A Barontini abbiamo chiesto di presentare la domanda in tribunale a fine mese».
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