Sicurezza
«Lavori per l’alluvione alle ditte locali»
La proposta degli edili Cisl a Rossi: «Il settore è in crisi, gli appalti devono essere negoziati»
GROSSETO. È una scia di lacrime e sangue che nasconde la disperazione delle famiglie, di persone che fino a cinque anni fa potevano permettersi un casa e il carrello della spesa pieno. Una scia di lacrime e sangue riassunta in due soli numeri: quelli rilevati dalla Cassa edile di Grosseto, che in un anno ha fotografato la chiusura di 168 aziende e la perdita di oltre 400 posti di lavoro. Un’emorragia che segue, con una continuità che toglie il sonno, quella cominciata nel 2008, quando il mattone, anche a Grosseto, ha smesso di tirare. Costringendo gli operai del settore a mettersi in fila per un pasto caldo insieme ai senzatetto della città.
Una fotografia che annichilisce. Fabio Carruale, segretario della Filca Cisl, va subito al sodo. «Quello che viene investito nel settore edile - dice - triplica naturalmente il valore dei soldi in circolazione e genera posti di lavoro a cascata con i tantissimi addetti dell’indotto. Quando si parla della crisi di questo settore, si parla di una catastrofe, di una tragedia».
Una catastrofe che in Maremma ha mietuto vittime: le chiusure delle imprese, qua, sono una sequenza di croci una accanto all’altra. E per ogni croce, c’è una storia che andrebbe raccontata. «Ma c’è anche e soprattutto un sistema che deve essere cambiato - dice il segretario di categoria - perché non possiamo permetterci di perdere un numero di addetti come questo. In Maremma, in cinque anni sono stati persi 2mila cinquecento posti di lavoro e ogni anno viaggiamo sulle stesse cifre».
Ristrutturare, lavorare su quello che già c’è. Riqualificare. «La soluzione è soltanto questa - spiega - perché il territorio è usurato. In città, nella nuova area Peep del Pizzetti ci sono decine di appartamenti invenduti. È inutile continuare a costruire, bisogna cominciare a recuperare».
Sono tante le preoccupazioni di Fabio Carruale. Sono tante, soprattutto dopo il suicidio del quarantenne che lavorava alla Big Mat. «Quell’azienda fa parte del comparto commercio - dice - ma vende materiale per l’edilizia». E se un settore si ferma, soffre anche l’altro.
Qualche proposta, però, c’è. E potrebbe anche essere attuata. «Marras ha annunciato lo sforamento del patto di stabilità - dice - per pagare le imprese che hanno lavorato per l’Ente. Ma se a livello centrale non si cambiano le regole, il problema poi ricade sull’ente, e direttamente o indirettamente su altri lavoratori». Quello che potrebbe dare un po’ di respiro è la scelta dell’amministrazione di utilizzare la procedura di gara negoziata per gli appalti.
«In questo modo - spiega - lavorerebbero le aziende del territorio e garantirebbero un servizio che chi arriva da lontano offrendo il massimo ribasso non riesce certo a svolgere fino in fondo».
La svolta sarebbe nell’articolo 57 del Codice degli appalti. E proprio riferendosi a questa possibilità, la Cisl ha messo sul tavolo della trattativa con l’amministrazione di Orbetello, la deroga da proporre al Governatore Rossi per gli appalti dell’alluvione di Albinia.
«Abbiamo chiesto una deroga a Rossi, che è stato nominato commissario per l’alluvione e che è stata sottoscritta dall’amministrazione - spiega Carruale - per dare la possibilità alle imprese del territorio, che hanno perso tutto, di ricominciare a lavorare proprio da lì».
Una decina di appalti sono stati assegnati. «Ma ora è il momento di intervenire - dice - perché le famiglie sono allo stremo e non possiamo permetterci di andare avanti in questo modo».
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