Il dolore
2012 di lacrime e sangue Economia: ecco i dati choc
Bene solo il settore dei trasporti ma persiste il clima di sfiducia nella ripresa In difficoltà anche le società per azioni e tutto il comparto del credito
GROSSETO. L'annata peggiore dal 2006, ma soprattutto un clima di incertezza generalizzata per il futuro. L'analisi della congiuntura economica in provincia di Grosseto, a consuntivo del 2012, continua a mandare segnali negativi. Un anno particolarmente difficile per la Maremma, un anno che, anche nei suoi avvenimenti, risulta inquadrato tra due tragedie, il naufragio della Concordia e l'alluvione. Eventi che, secondo gli analisti dell'istituto Tagliacarne, con cui la camera di commercio porta avanti l'osservatorio economico locale, hanno influenzato il clima di opinione di imprese e famiglie, in particolare per quanto riguarda le previsioni per il 2013.
Fatturati in calo. I dati raccolti dal campione di imprese intervistate mostrano che tra il 2010 e il 2012 è aumentato il numero di imprese che ha visto erodere il valore della propria attività: se, nel 2010, era il 40% del campione a denunciare una riduzione di fatturato, e la percentuale era salita al 52,4 nel 2011, lo scorso anno si è superata quota 58%, con solo il 10% delle imprese intervistate che dichiara un aumento del fatturato. A mitigare, parzialmente, il dato qualitativo arrivano i dati quantitativi: il fatturato scende, nel 2012, del 4,2% con la produzione che cala di 5 punti percentuali. Guardando al secondo semestre, quello in cui, di solito, la provincia di Grosseto registra sempre una ripresa legata alle attività turistiche, la situazione potrebbe non apparire così negativa: la produzione scende dell'1,3% e il fatturato di appena 0,8 punti. Magra consolazione, anche perché sembra che l'unico settore che lo scorso anno è cresciuto costantemente è quello dei trasporti, complice – secondo il Tagliacarne – il movimento di turisti diretti al Giglio per vedere il relitto della Concordia.
Spa in difficoltà. Altra caratteristica negativa del 2012 è la difficoltà crescente delle società per azioni che chiudono con un fatturato in diminuzione di quasi il 20%, mentre le srl pareggiano. Da un punto di vista delle dimensioni aziendali, le imprese con meno difficoltà sono, però, quelle con un numero di addetti superiore a 21. Il settore artigiano è quello che fa rilevare una flessione dei fatturati pari al 7,5%, mentre complessivamente i settori non artigiani perdono il 3,1%.
Investimenti ed export. Non solo dati negativi nel rapporto dove balza agli occhi il fatto che il 18,9% delle imprese intervistate ha continuato a investire in settori come trasporti, turismo e manifatturiero. Ancora in crescita anche l'export, con un +9% che spicca rispetto ai 3,6 punti in più dell'export nazionale. Altro dato positivo è la sostanziale tenuta dell'occupazione, con quasi il 94% degli operatori che non ha ridotto l'organico.
Credito in sofferenza. Gli impieghi bancari si sono ridotti di 1,3 punti percentuali, mentre il dato nazionale mostra un calo dello 0,5% e sono cresciute le sofferenze bancarie che hanno sfiorato il 40% nello stesso periodo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

