La fontana trasloca? Il paese si divide sul suo monumento
CASTEL DEL PIANO. C’è un gran vociare a Castel del Piano sull’idea avanzata da alcuni di trasferire la splendida Fontevecchia di via di Montagna in piazza Vegni, che chiude corso Nasini, dove fino...
CASTEL DEL PIANO. C’è un gran vociare a Castel del Piano sull’idea avanzata da alcuni di trasferire la splendida Fontevecchia di via di Montagna in piazza Vegni, che chiude corso Nasini, dove fino agli anni Settanta esisteva la storica fonte del Cecio.
Una fonte che fu tolta dalla piazza nella quale, per centinaia di anni, si erano fermati gli animali che tornavano dalla campagna a dissetarsi e dove le famiglie andavano ad attingere l’acqua per gli usi domestici.
Di come fosse stata in effetti la fonte del Cecio non molti si ricordano nel dettaglio, e poche sono le vecchie fotografie che solo in piccola parte la raffigurano.
Ma dalla memoria di qualcuno che ha vissuto lì da bambino, si può ricostruire la sua immagine: «Una fonte divisa in due parti da un alto muraglione di pietra levigata in peperino», spiega Fiorella Poli che aveva la casa lì di fronte, alto circa tre metri.
Da una parte di esso, appoggiato a un muro di proprietà privata, un abbeveratoio per gli animali, ampio forse un paio di metri; e dall’altra parte del muro una fonte tutta di pietra a cui si accedeva per riempire le brocche di acqua percorrendo una sorta di viottolo chiuso da un lato da un muretto di sostegno in pendenza, anch’esso di peperino.
Adesso la piazza, che si apre proprio davanti alla sede della contrada del Borgo è diventata uno svincolo stradale e un parcheggio per auto e sarebbe nei progetti dell’amministrazione recuperarla e ripristinarla come spazio aperto. Anche la stessa contrada del Borgo ne invoca un ripristino e ha fornito, tempo addietro, anche un progetto ad hoc.
E proprio perché piazza Vegni fu, un tempo il luogo di una fonte storica, ci sono persone che hanno lanciato l’idea di trasferire in quell’area la monumentale Fontevecchia, costruita in età medicea, che adesso si trova davanti al liceo scientifico.
Era, secoli fa, la fonte più importante del paese, che serviva agli animali che tornavano dalla montagna e dalle campagne circostanti ed era costeggiata da una strada oggi scomparsa che ha lasciato il posto alle case.
La strada ora corre sopra la Fontevecchia che a stento si vede perché rimane sottostrada.
La sua attuale condizione è nel degrado più assoluto. La parte frontale, decorata con mascheroni incisi nel peperino e con il grande stemma di Castel del Piano che la sovrasta è senza acqua da tempo e dimenticata fra sporcizia e incuria.
Fra l’altro manca, nella cimasa della pila, una pietra e questo potrebbe essere l’avvio di una prossima depredazione di sassi levigati, come è già successo per altri reperti (soprattutto sono scomparse, nel corso del tempo, le spallette dei ponti medievali, sempre di sasso locale molto ricercato e prezioso).
La parte dei lavatoi della Fontevecchia che in tempi recenti fu coperta da una tettoia, è invasa dall’acqua che copre per oltre un metro addirittura le pile e non scorre più.
Fra l’altro un campo adiacente alla Fontevecchia è ricoperto da un lago di acqua e forse le due situazioni sono collegate fra di loro, commenta la gente.
Per valorizzare, dunque, un vero e proprio monumento di Castel del Piano, quella Fontevecchia costruita sicuramente da scarpellini locali e con pietra amiatina, c’è chi vuole trasferirla in piazza Vegni.
Ma non tutti concordano, e invocano, invece, di ripulire la zona e riportare il luogo alla valorizzazione che si merita. L’amministrazione comunale ha, nei suoi programmi, la sistemazione del corso Nasini e dunque anche di piazza Vegni che chiude il corso.
Ma ancora non si è espressa per una eventuale ipotesi di trasferimento della fonte.
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