Proteste
Il Maremma Wine e Food in centro
Ecco come saranno distribuiti nelle piazze gli stand della manifestazione organizzata dalla Camera di Commercio
GROSSETO. Partiamo dalle cose buone: il Maremma Wine e Food Shire torna anche quest’anno (17,18,19 maggio). E non è roba da poco. Sì, perché la kermesse ideata dall’ente camerale, presieduto da Gianni Lamioni, è un’iniziativa di valore assoluto. Un qualcosa che, tanto per intenderci, dal 2011 rappresenta la progettualità più sostenuta tra le 105 Camere di commercio italiane. E non tramite finanziamenti a pioggia, a prendere quelli sono capaci (quasi) tutti. Duecento stand per promuovere l’enogastronomia e l’artigianato locale, quel brand Maremma che se conosciuto piace da morire. Eppure ieri, durante la conferenza stampa in cui il Comune ha presentato le opere di supporto all’evento (quest’anno spostato dalla Grosseto Fiere a quello che dovrebbe essere il salotto buono della città, il centro storico, ndc) è arrivata (l’attesa) doccia fredda: il Wine e Food Shire si farà, ma non sulle Mura (vedi servizio a lato, ndc).
Il sindaco. «L’investimento del Comune sarà di 100 mila euro» dice Bonifazi gonfiando il petto. A guardar bene però non si tratta di quattrini veri e propri, ma di una cifra dentro cui sono comprese risorse umane, potenziamento dell’illuminazione pubblica e opere di manutenzione stradale. «Piccoli ma importanti interventi infrastrutturali che rimarranno a beneficio del contesto urbano» dice. Poi ci sono gli spazi pubblici: le vie San Martino, Ricasoli, Ginori; e le piazze: della Palma (per tre giorni libera dalle auto, in attesa della pedonalizzazione promessa cinque mesi fa dal primo cittadino e mai arrivata, ndc), Martiri d’Istia, Manescalchi, del Sale, Dante, Duomo, Socci, Baccarini, Francesco. Oltre, ovvio, a corso Carducci. Il Comune assicurerà anche i servizi igienici (bagni chimici verranno allestiti a meno di duecento metri dalle piazze coinvolte), ritiro dei rifiuti, sicurezza e sorveglianza contro furti e danneggiamenti. «Consegniamo alla Camera di commercio il centro “chiavi in mano”» dice gongolando il sindaco. Nel dettaglio: «In piazza del Sale andranno in scena gli espositori del pesce del litorale maremmano, mentre in piazza Baccarini sono previsti gazebo per la degustazione del sigaro toscano». Tutto diviso secondo precise zone quindi, tanto che l’intera area del San Francesco sarà dedicata agli stand degli artigiani locali. Alla fine saranno poco meno di 130 i gazebo presenti, a breve la Cciaa individuerà l’azienda allestitrice. Nella nota tecnica diffusa dal Comune si parla anche dell’installazione di «un gazebo in più, dove sistemare lavabo, lavamani e sputacchiere per la degustazione del vino, come richiesto dall'Asl (esclusa piazza dell' Indipendenza). Ogni piazza verrà anche dotata di ombrelloni - con dimensioni di tre metri per tre - dove permettere, con appositi tavoli e sedie, l'incontro dei vari soggetti interessati, nonché del pubblico che assisterà alla manifestazione». L’appuntamento del Wine e Food Shire sarà dunque un’occasione per «Attrarre un pubblico variegato che va dagli addetti ai lavori ai residenti, dagli estimatori di specialità tutte maremmane fino a chi vorrà prendere contatti con il territorio per operazioni di import-export. Si tratta di una vetrina imperdibile per Grosseto, un veicolo prezioso per l'immagine di questa città».
L’assessore. Alla conferenza non poteva mancare Giovanna Stellini, assessore al turismo e alla cultura: «Questa formula nuova del Wine e Food offrirà l'occasione di far scoprire e riscoprire, ai visitatori nuovi e affezionati, così come ai grossetani, la città nei suoi vicoli più antichi, le sue botteghe, i negozi di vicinato, i locali pubblici e il prezioso patrimonio artistico, monumentale e storico». Poi ricorda: «Senza la disponibilità “h24” dei dirigenti e collaboratori non saremmo mai arrivati a questo punto». Durante la tre giorni saranno allestiti punti informativi e coinvolte realtà culturali: dai musei alla Fondazione Grosseto cultura, dal Parco della Maremma alla chiesa dei Bigi, Cedav e Cassero.
«I maggiori monumenti e gli edifici storici saranno interessati da giochi di luce» dice l’assessore. Le Mura saranno lì, a un passo. Peccato che resteranno al buio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
