Il Tirreno

Grosseto

Caso Idi, sequestro a Magliano

di Alfredo Faetti
Caso Idi, sequestro a Magliano

Sigilli al sontuoso casale di Decaminada, religioso arrestato per il crac di un istituto sanitario romano

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MAGLIANO IN TOSCANA. Diciotto stanze, rivestimenti in legno pregiato, vasti prati che la circondano e un valore per oltre un milione di euro: Villa “Ombrellino” è il fiore all’occhiello della Tenuta di Magliano, un angolo di paradiso nel cuore della Maremma. Da tempo però è nell’occhio del ciclone, perché mentre il suo proprietario la acquistava, gli ospedali romani che lo stesso gestiva registravano buchi da centinaia di milioni di euro.

Lui è Franco Decaminada, uomo d’affari e religione, con «una personalità incline al delitto», come ha scritto ieri il gip. È un frate, membro dei “Figli dell’Immacolata Concezione”, congregazione cattolica che controlla una società farmaceutica, un centro oncologico a Milano, svariate case di riposo e orfanotrofi, l’ospedale San Carlo e soprattutto l’Idi (Istituto dermopatico dell’Immacolata) a Roma.

Ed è proprio per quest’ultima struttura che ieri padre Decaminada è stato arrestato (insieme con due imprenditori) in qualità di consigliere delegato fino al 2011, per i reati di appropriazione indebita aggravata, bancarotta patrimoniale fraudolenta, emissione e utilizzo di fatture false, occultamento delle scritture contabili.

Il frate, secondo l’accusa, si sarebbe fatto un gruzzoletto da quattro milioni di euro e con parte di questi si sarebbe comprato la magione. Ed è così che ieri Villa “Ombrellino” è finita sotto sequestro. Andando verso Sant’Andrea, ad un certo punto ci sono due colonne con una sbarra. Lì occorre citofonare, presentarsi e dire il perché della visita, altrimenti non aprono.

«Non si entra a piacimento nella Tenuta», spiegano a Magliano. Ci sono più di mille ettari dietro quella sbarra, con alcuni poderi in stile colonico risalenti all’inizio del secolo scorso. Proprietaria della Tenuta, sin dal ‘700, è la famiglia Vivarelli-Colonna che ha iniziato a investirci in termini agricoli nel corso del ‘800. Una parte, però, molti decenni dopo, è stata scorporata e le ville che conteneva sono state messe in affitto o in vendita.

Accade così che nel 2008, alla Capriolo srl, l’impresa edile gestita da Luigi e Cristina Vivarelli-Colonna, bussa alla porta quell’uomo di religione e di affari. In quel periodo Decaminada gestisce il patrimonio della Congregazione e da più parti si parla di un buco tra i 300 e i 400 milioni di euro. Una voragine che mette in agitazione sia le banche creditrici sia (e soprattutto) i dipendenti delle varie strutture sanitarie. Milioni e milioni di euro di debito accumulati nel corso degli anni dai “Figli dell’Immacolata Concezione”, ma non dalla Punto Immobiliare, società che ha come principale azionista proprio Decaminada.

È proprio questa società che cinque anni fa ha preso contatti con la Capriolo srl di Magliano, interessandosi a Villa “Ombrellino”. Certo, non è difficile rimanere affascinati dalla villa: diciotto stanze su due piani per circa 380 metri quadrati di superficie, circondata da quello che si può definire un vero e proprio parco, esteso per quasi 23mila metri quadrati tra campi e prati. Il problema, per un comune mortale, sarebbe il prezzo, stimato per oltre il milione di euro. Ma non per Decaminada, che nonostante i gravi problemi economici che gravavano sulla Congregazione aveva la liquidità sufficiente per regalarsi la casa in campagna, nel cuore della Maremma.

I titolari della Capriolo srl chiusero l’affare, all’oscuro dei retroscena, e Villa Ombrellino passò di mano. Almeno fino a ieri, quando è arrivata la Guardia di finanza di Roma a mettere i sigilli alla magione, comprata secondo gli inquirenti con i fondi sottratti all’Idi.

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