Il dolore
Autostrada, Casamenti contro Paffetti
ORBETELLO. Il leader dell’opposizione lagunare Andrea Casamenti, torna sulla questione relativa all’autostrada Tirrenica dopo la seduta del consiglio comunale di mercoledì scorso. «Nell’ultimo...
ORBETELLO. Il leader dell’opposizione lagunare Andrea Casamenti, torna sulla questione relativa all’autostrada Tirrenica dopo la seduta del consiglio comunale di mercoledì scorso.
«Nell’ultimo consiglio comunale, dopo aver costretto il sindaco stesso a farlo convocare, abbiamo espresso la nostra chiara posizione sull’ipotesi di tracciato autostradale di colore blu presentata da Sat, ribadendo la nostra assoluta contrarietà a quella proposta come a quella di colore rosso che si sovrapponeva all’Aurelia. Una posizione di assoluta contrarietà quindi dall’opposizione alle due ipotesi di tracciato lungo l’Aurelia. Ma siamo contrari anche all’ipotesi retrocollinare presentata da Sat come comparazione al tracciato blu: tale tracciato di colore arancione distruggerebbe gran parte della frazione di Polverosa e delle campagne limitrofe dove molti cittadini già provati dall'alluvione dovrebbero ora subire un nuovo danno. Abbiamo chiesto alla giunta Paffetti che si prenda la responsabilità di indicare una sua proposta alternativa su cui discutere. Ma ancora nessuno ha avuto il coraggio di farlo, nonostante si sia arrivati ormai vicino alla conclusione della vicenda e il nostro territorio rischi seriamente il peggior tracciato possibile ovvero quello di colore blu. Abbiamo però preso atto che il tracciato 2008 tanto propagandato e promesso dal sindaco Paffetti in campagna elettorale – conclude Casamenti – e grazie al quale aveva avuto tanti consensi, sia stato ormai abbandonato dalla sua giunta che ha sposato in forma molto generica il tracciato retro collinare che distruggerà Polverosa e le campagne del nostro territorio. Tutto ciò condito da posizioni contrastanti all'interno della maggioranza che sono emerse nel consiglio comunale a dimostrazione di come la giunta Paffetti sia ormai in un vicolo cieco in cui essa stessa si è cacciata, senza possibilità di ritorno, per eccesso di demagogia».
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