Il Tirreno

Grosseto

Troppi soldi falsi in circolazione

di Simona Aronica
Troppi soldi falsi in circolazione

L’Ascom organizza un corso per riconoscerli. L’allarme dei commercianti: «Spesso i clienti non sanno di averne»

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GROSSETO. Visti i tempi bui e le recenti truffe ai danni dei commercianti, l'Ascom ha organizzato un corso gratuito, per gli iscritti, per il riconoscimento delle banconote false. Ma quant'è sentito il problema a Grosseto? Abbiamo girato vari esercizi commerciali tra Gorarella e il centro storico per ascoltare il parere dei commercianti.

La maggior parte dei negozi sono dotati della macchinetta per il riconoscimento delle banconote. Questa costa meno di 100 euro e conviene, considerando che a diversi commercianti capita la sera di trovare in cassa soldi falsi. Alla proprietaria del bar Sol Cafè, per esempio, è capitato 3 volte in un anno, nonostante avesse la macchinetta. «Nella confusione non sempre- racconta la barista- c'è il tempo di controllare ogni banconota, sopratutto all'ospedale. Non solo, spesso ti fidi perchè conosci il cliente, ma magari questo paga con banconote false senza sapere di averle».

Potrebbe capitare a chiunque di noi di avere un pezzo da 20 euro falso e non saperlo. I soldi circolano e pochi sanno come riconoscere quelli veri. Il tabaccaio di via Ximenes ci dice che a lui sarà capitato due volte in 5 mesi di trovarsi davanti a un pagamento non valido e in quel caso «il cliente rimane basito perchè non lo sa nemmeno lui. Sono sicuro che il 90% delle persone non è in grado di riconoscerle».

Come comportarsi davanti a una banconota falsa? I negozianti tendono a restituirla al proprietario, spiegando che è meglio farla controllare in banca. In realtà, la procedura prevede che, se si è trovata in cassa, si vada presso uno sportello della Banca d'Italia che farà poi i dovuti controlli. Invece, quando la banconota la dà un cliente, si dovrebbero avvertire le forze dell’ordine e il cliente dovrebbe aspettare insieme al negoziante o almeno lasciare i recapiti per poter essere contattato, ma non può essere mai trattenuto in negozio. Più si denuncia, più si facilita il lavoro delle forze dell'ordine.

«In banca mi hanno insegnato come riconoscere le banconote false al tatto - dice un barista di Gorarella - però è brutto farlo davanti al cliente, per questo ho la macchinetta». I pezzi più contraffatti, sono quelli da 20 e da 50 euro, come confermano sia l'Ascom che i commercianti. Alcuni esercizi, come la libreria Mondadori o la pizzeria Big Pizza, dicono di controllare con il tatto e solo se non si è convinti con la macchinetta.

Toccare la banconota è il primo passo per capire se è vera, nonchè l'unico modo per chi non ha altri mezzi. Non tutti, poi, si fidano della tecnologia.

«I falsari sono sempre avanti - dice il baresti del Gallery - non è detto che la macchinetta riconosca la banconota. Non si può mai essere veramente sicuri». Quasi tutti i commercianti pensano che un corso in materia sia utile.

«Il corso del 10 aprile è un aggiornamento, perché anche i falsari si aggiornano e hanno tecniche sempre più raffinate - spiega Gabriella Orlando, responsabile area formazione Ascom- di solito facciamo due corsi all'anno. È sempre più difficile riconoscere il denaro falso. Il problema è che gira troppo contante, se si adeguassero i costi di transazione alla media europea i negozianti sarebbero più propensi ad accettare la carta di credito».

In media, a Grosseto, si subisce questo tipo di truffa 2-3 volte all'anno, ma c'è differenza da negozio a negozio. «I più colpiti sono quelli di elettronica - aggiunge ancora Orlando - comprano merce inferiore a 100 euro per pagare in contanti e poi rivendere gli oggetti. I gioiellieri, invece, sono molto più accorti ed esperti».

Per chi volesse iscriversi al corso, c'è tempo fino a oggi. Per informazioni potete chiamare il numero 0564/417941.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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