Il Tirreno

Grosseto

Tassa di soggiorno: rimandata

Mancano alcuni dettagli, non entra in vigore il primo maggio

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FOLLONICA. La tassa di soggiorno non scatterà dal primo maggio. Il Comune non ha ancora stabilito da che data i vacanzieri dovranno contribuire alle entrate locali attraverso il pagamento dell’imposta di soggiorno. Sono ancora in fase di discussione infatti le varie opzioni che per il 2013 caratterizzeranno la poco amata tassa: quali saranno le fasce esentate dal pagamento e da quando farla scattare e per quanto tempo. «Ancora non possiamo dare risposte certe in questo senso perché siamo in fase di valutazione – spiega Donatella Rapezzi, assessore con delega al Patrimonio – L’imposta ripartirà: questo è certo, ma non sappiamo quando». La crisi economica non ha frenato l’amministrazione del Golfo che nonostante i soldi scarseggino e i consumi siano ridotti all’osso ha deciso di mantenere la linea del 2012 imponendo una piccola tassa a chi arriva in città per trascorrere le sue vacanze. Un aspetto positivo c’è comunque: la giunta sta verificando l’opportunità di non far pagare l’imposta ad alcune categorie di persone, ritardando l’entrata in vigore del contributo che anno scorso si disse sarebbe partito già a metà aprile. Per il 2012 furono scelti come esenti dall'imposta di soggiorno i residenti, i ragazzi sotto i 16 anni, gli autisti dei pullman e gli accompagnatori turistici che svolgessero attività di assistenza per gruppi con almeno venticinque partecipanti. Restarono fuori anche i volontari che operavano nel sociale coinvolti in manifestazioni organizzate dall’amministrazione comunale, o dalla Provincia o dalla Regione, e tutti coloro che venivano in città per emergenze ambientali. Idem per le forze dell’ordine e i vigili del fuoco, pagavano invece tutti i trasferisti e quei dipendenti che arrivavano a Follonica per motivi di lavoro: nel prossimo consiglio comunale il capogruppo del Gruppo misto, Charlie Lynn proporrà di includere anche queste persone tra gli esentati. La tassa era in base alla qualifica delle strutture dove si sceglieva di pernottare: si pagava da un minimo di 50 centesimi ad un massimo di 3 euro al giorno.(p.v.)

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