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vigili del fuoco

Al Tar in 40 per gli straordinari

Al Tar in 40 per gli straordinari

Causa promossa dall’Usb per tutte le emergenze dell’anno scorso

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GROSSETO. I vigili del fuoco di Grosseto che si sono rivolti al Tar per il pagamento degli straordinari non lo hanno fatto da soli. Ma insieme a una quarantina di colleghi sostenuti dall’Usb, il sindacato unitario di base. Un’azione studiata dal mese di luglio dell’anno scorso, dopo i primi contatti con uno studio legale romano che si sono concretizzati, dopo alcuni incontri con il personale interessato, con la presentazione delle prime domande di pagamento dal mese di ottobre in poi. «A dicembre - spiegano i rappresentanti dell’Usb - quando è stato ufficializzato il pagamento della quota del solo mese di gennaio da parte del ministero, abbiamo, in accordo con i ricorrenti di procedere con l’azione legale fino al ricorso al Tar». Azione legale che, ovviamente, è individuale.

Quello che è stato richiesto quindi da una quarantina di vigili del fuoco è stato il pagamento degli straordinari di tutte le emergenze alle quali i pompieri di Grosseto hanno partecipato. C’è stata la Concordia, certo, ma ci sono stati anche l’ emergenza neve, gli incendi, l’alluvione e il terremoto Emilia Romagna. «Soprattutto - spiega il sindacato - abbiamo voluto che venisse messo l’accento sul riconoscimento degli interessi legali dovuti al ritardato pagamento (cosa che è stata riconosciuta dal tar di Firenze)».

A sentenza sono arrivate almeno tre delle cause promosse dai vigili del fuoco che sono poi state pubblicate sul sito Internet del tar della Toscana dove sono riportate, per ogni sentenza, nomi e cifre del contenzioso. «Ma la questione - aggiunge il sindacato - non è legata solo ed esclusivamente a richieste economiche. Si è voluto soprattutto stabilire il principio che i lavoratori, in particolar modo quelli del corpo nazionale dei vigili del fuoco, non possono essere trattati da merce che viene sballottata da una città all’altra senza un criterio logico e alcune volte solo per fare immagine e per rappresentare lo Stato e non possiamo nemmeno lasciare settimane intere le famiglie per una micro o macro emergenza». Per poi nemmeno essere pagati o dover aspettare che la mano al portafogli la metta non il ministero, ma i privati, attraverso le assicurazioni. Un principio questo, che i vigili del fuoco hanno respinto da sempre: per l’emergenza Concordia, l’ipotesi che gli straordinari venissero pagati dall’assicurazione della Costa, era stato ventilato.

Grazie alla causa promossa dai vigili del fuoco al Tar e alle richieste di Cgil, Cisl e Uil che si sono rivolti direttamente al ministero, i vigili del fuoco hanno avuto quanto dovuto. Cifre che non cambiano loro la vita ma che rappresentano il riconoscimento di un lavoro fatto con spirito di sacrificio. (f.g.)

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