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Un milione di euro per il silo di pirite

Un milione di euro per il silo di pirite

Bando di gara del Comune di Scarlino per il recupero del vecchio edificio di stoccaggio del Geoparco

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SCARLINO. Un progetto da un milione di euro, che mira da una parte a continuare i lavori di bonifica iniziati da anni e dall’altra a diventare anche una risorsa per il turismo, visto che si trova all’interno del Geoparco delle Colline Metallifere.

Un sito che per decenni è stato il crocevia dalla pirite, che dalla sua estrazione a Gavorrano faceva tappa a Scarlino prima di prendere la via del mare dalla Polveriera. Oggi l’idea è recuperare per intero quel silo di stoccaggio, per renderlo anche un’attrazione per i tanti turisti che visitano la Maremma e soprattutto per i tanti appassionati di archeologia industriale.

Il Comune scarlinese infatti ha pubblicato il bando di gara per i lavori di messa in sicurezza del sito, chiamato nelle carte gr57. Il suo nome era già apparso nel 1997, quando la Regione Toscana lo aveva inserito nei piani di bonifica.

Il primo intervento è arrivato diversi anni dopo, con un investimento di due milioni e 700mila euro.

Questa almeno la parte del pubblico, a cui si è aggiunta quella del privato, la Nuova Solmine, che ha proceduto con il pagamento per i lavori di lottizzazione.

Un intervento mirato alla messa in sicurezza del cosiddetto “panettone”.

Il progetto di oggi, invece, guarda direttamente al silo di stoccaggio della pirite.

Un lavoro da un milione e 58mila euro per bonificare, mettere in sicurezza e dare nuova vita a quella strana struttura a forma di “T”.

Il progetto prevede che venga tolto il cemento esistente, così come il ferro rimasto contaminato negli anni, per poi rifare l’intonaco da capo. Il materiale recuperato verrà portato in discarica, mentre la nuova rivestitura del silo sarà fatta in calcestruzzo. In questo modo, verrà proseguito quel lavoro di bonifica già avviato negli anni scorsi. Ma l’intento non è solo quello di mettere in sicurezza il sito, ma anche quello di renderlo fruibile. Infatti all’interno del bando è messo ben in evidenza un criterio per le ditte che presenteranno l’offerta: sarà tenuto di conto (non poco) il progetto che riuscirà a riportare in regola la parte a terra del silo. In questo modo, se la parte alta resterà comunque deserta, quella inferiore potrà essere visitata da scolaresche o anche da semplici turisti, arrivati sulle Colline Metallifere per ammirare le bellezze del Geoparco Unesco.

Un progetto, quello che ha in mente l’amministrazione comunale, che serve proprio alla riqualificazione del silo e alla sua restituzione alla comunità. Un luogo, quello, che racconta la storia delle estrazioni, del metallo e di quello che è stato poi lo sviluppo di quella parte di Maremma. (a.f.)

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