Sicurezza
Tanti annunci, ma l’antico palazzo crolla
Sgomberato più volte, ora è pericolante. L’ultima possibilità: «Abbiamo proposto alla Regione di farci alloggi sociali»
GROSSETO. Ex orfanotrofio Garibaldi, ecco un altro “luogo da salvare”. È questa la seconda tappa del nostro viaggio attraverso le occasioni perdute, i posti abbandonati tra indecisionismo e miopia amministrativa. Siamo a pochi passi dalla stazione ferroviaria, il biglietto da visita della città. A meno di 200 metri da quel palazzo che cade letteralmente a pezzi c’è il centro storico del capoluogo.
La storia. Albori del ventennio fascista: a disegnare il progetto dell’orfanotrofio maschile Garibaldi (lungo via Mameli) è l’architetto Giuseppe Merlo. Oggi, a novant’anni dalla posa della prima pietra, di quell’illustre palazzo resta ben poco. Già nel 1985 ne viene giù l’intera parte posteriore. Vent’anni più tardi, è il 2005, spunta il cadavere di un senzatetto parigino di 61 anni. Nel frattempo l’ex orfanotrofio è un po’ tutto: sede di realtà associative, enti, comunità religiose. Ma i piani superiori del palazzo sono pericolanti. Viene svuotato: «Ci faremo alloggi per giovani coppie» dice (marzo 2005) il sindaco Alessandro Antichi. Trascorrono i mesi, cambia il colore della giunta: è il Bonifazi primo.
Gennaio 2008, l’amministrazione annuncia che lì nascerà il centro di documentazione della civiltà etrusca. Assessore alla cultura è Lucia Matergi, oggi in Regione. Prende corpo anche un comitato di cittadini che teme per la sicurezza lungo le strade che costeggiano il palazzo. C’è pure del sarcasmo: cartoline turistiche su cui campeggia l’attraente foto dell’ex Garibaldi fanno il giro della città. Non mancano neppure i blitz delle forze dell’ordine: nel 2009 vengono sgomberati i locali divenuti dormitorio per disperati. Nel 2011 altro sopralluogo e altre rilevazioni. Il Comune denuncia due nullatenenti per aver occupato abusivamente e “a fini di profitto” l’ex Garibaldi e chiede loro il pagamento di 3 mila euro. Uno degli ultimi annunci è del sindaco Bonifazi, gennaio 2012: «Insieme all’assessorato regionale Allocca (casa) stiamo redigendo un progetto che prevede alloggi per giovani coppie o single. Ci sarà anche una sala polivalente dedicata alla cultura». E ancora: «Nel 2012 potremmo concludere la fase progettuale ed iniziare, dal 2013, i lavori». E un mese fa: «Dovrà mantenere la funzione sociale per cui è stato costruito, insieme a una funzione culturale, e, perché no, anche una funzione, in parte, residenziale. All’ex Garibaldi potremmo realizzare una struttura di accoglienza diurna».
La cronaca. Pioggia battente, bidoni della spazzatura, un muretto pericolante e lo scheletro d’un paio di biciclette: il contorno di quello che era l’antico e prestigioso Garibaldi è tutto qui. Di quella pregevole architettura d’inizio Novecento rimane ben poco. Occhi al cielo: passa qualche piccione e s’intrufola nell’antico palazzo, divenuto latrina. Passare sul marciapiede è impossibile, ci sono le transenne. C’è su scritto “recinzioni provvisorie”, ma sono lì da anni e, quel che è peggio, non si ha certezza di quando saranno tolte di mezzo. Cortile interno, flash della macchina fotografica: bottiglie di plastica, erbacce, siringhe e una rete allentata. La notte l’ex Garibaldi non è solo. Altri metri, altra prospettiva: l’occhio cade verso l’interno, c’è ancora della roba ma ha assunto contorni indefiniti. Lì il tempo pare non scorrere, tutto è fermo nell’abbandono e si nasconde nel silenzio del degrado. All’ex Garibaldi non c’è nulla da vedere. «Meglio passare alla larga da lì» ci disse lo scorso anno una residente. Aveva ragione.
Il futuro. Di telefonate ai referenti politici per avere qualche informazione in più ne abbiamo fatte molte. C’è stato chi ha risposto al primo squillo e chi ha preferito tacere. Magari perché sulla faccenda si è già espresso più volte (e con differenti versioni). Comunque tagliamo corto: l’unica via di salvezza per l’ex Garibaldi pare essere Firenze. Dal vicesindaco Paolo Borghi all’assessore alle politiche sociali Luca Ceccarelli, sono in molti a confidare nel supporto della Regione. Come? Ci sono in ballo 4 milioni di euro destinati a realizzare edilizia sociale. Quattrini che in un primo tempo erano indirizzati alle aree Peep di via De’ Barberi. Bene, cancellata quella scelta (per le difficoltà del Consorzio Etruria, ndc), la somma potrebbe venire dirottata nel recupero di palazzi esistenti. «Abbiamo – dice l’assessore alle politiche sociali Luca Ceccarelli - presentato un ventaglio d’ipotesi alla Regione. E tra queste c’è anche l’ex orfanotrofio. I tempi per una risposta non saranno rapidi, ma prima dell’estate dovremmo sapere qualcosa di più». Anche in questo caso il nodo al fazzoletto è fatto.
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