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Pasquavela è “sottotono” ma dà ugualmente spettacolo

Pasquavela è “sottotono” ma dà ugualmente spettacolo

STEFANO. La 26ª edizione della Pasquavela di Porto Santo Stefano sta per essere archiviata. Le imbarcazioni che hanno preso parte alle regate sono state 46 e i componenti degli equipaggi sono stati...

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STEFANO. La 26ª edizione della Pasquavela di Porto Santo Stefano sta per essere archiviata. Le imbarcazioni che hanno preso parte alle regate sono state 46 e i componenti degli equipaggi sono stati 335. È stato constatato da anni che, cadendo l’evento in un periodo di vacanza, i concorrenti si portano dietro, molti tutta la famiglia, gli altri almeno la fidanzata. Aggiungiamo i velai, gli ufficiali di gara, i tecnici di vari cantieri e vedremo che Pasquavela ha attirato a Porto Santo Stefano più di 600 persone. In questi tempi di vacche magre non sono poche. Inoltre una manifestazione del genere costituisce sempre una forte promozione del territorio e del tutto gratuita. Non è da trascurare il fatto che hanno partecipato a Pasquavela anche equipaggi stranieri provenienti dalla Germania e dall’Ungheria. Tutto questo costituisce la cornice entro la quale si svolge il fatto tecnico-agonistico che anche quest’anno è stato qualitativamente decisamente alto, sia come imbarcazioni, sia come concorrenti. È dispiaciuto a tutti che le regate si siano svolte abbastanza lontano dalla costa ma lo scirocco ha costretto il comitato di regata a posizionare il campo di gara piuttosto al largo. Al termine della kermesse, l’ingegner Piero Chiozzi, presidente dello Yacht Club Santo Stefano, circolo organizzatore della manifestazione, ha dichiarato che «è stata senz’altro la Pasquavela della crisi, siamo arrivati a un numero di 46 imbarcazioni che credo da anni non era stato mai così basso. Però dobbiamo anche essere tutto sommato soddisfatti perché, se guardiamo intorno a noi, tutte le altre regate che sono state disputate in zona direi che la nostra ha avuto successo. E quindi siamo contenti, ma consci che dobbiamo ricrescere. I numeri di una volta che superavano i 160 scafi sembrano incredibili, e forse non saranno più raggiungibili ma devono tornare ad essere migliori». Chiozzi ha proseguito spiegando: «C’è anche un’altra considerazione da fare: i circoli nautici sono cresciuti di numero per cui le barche si distribuiscono su un ventaglio più ampio di opportunità. Però ricordiamo che sono 26 anni che c’è Pasquavela e la manifestazione è diventata una classica che dobbiamo difendere e fare di tutto perché la gente la consideri come tale e quindi a non rinunciarvi.Ringrazio le autorità che hanno collaborato con noi».

Renzo Wongher

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