Il Tirreno

Grosseto

Le casette bonificate dall’eternit

di Sabino Zuppa
Le casette bonificate dall’eternit

Dopo gli ultimi interventi e le demolizioni la giunta Cerulli ha messo in sicurezza l’area e la duna

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MONTE ARGENTARIO. I problemi relativi alle presunte casette abusive della Feniglia continuano a creare disagio al Comune di Monte Argentario. In questi giorni l’ente ha dovuto impegnare alcuni fondi di bilancio per la messa in sicurezza di alcune situazioni pericolose e per lo smaltimento di rifiuti speciali rimasti dopo il secondo blitz della polizia municipale di circa un mese fa, quando fu attaccato il secondo lotto di demolizioni.

La giunta Cerulli ha dovuto mettere in sicurezza una situazione pericolosa che riguardava tre costruzioni di piccole dimensioni che, dopo le mareggiate del periodo invernale, risultavano coperte di sabbia fino alla sommità della duna. E visto che secondo il Comune «la duna costituisce un facile accesso alle strutture sopra indicate che peraltro hanno una copertura presumibilmente in cemento-amianto e quindi possono essere oggetto di frattura, dopo la caduta all’interno delle strutture e con conseguenze facilmente immaginabili «veniva emessa un’ordinanza per procedere all’immediata recinzione dell’area, per evitare l’accesso a chiunque e conseguentemente per far fronte alla situazione di pericolo potenziale che si sarebbe venuta a creare». Per la posa in opera di tale recinzione è stata già incaricata una ditta grossetana per una spesa di circa 1700 euro che in un primo momento verrà finanziata dal Comune, salvo poi rifarsi in seguito nei confronti degli eventuali proprietari. Una scelta che rientra nel processo ormai da tempo intrapreso da Arturo Cerulli: «Era indispensabile mettere in sicurezza quell’area, soprattutto in previsione dell’inizio della stagione turistico balneare. Tanto più che le coperture di tali manufatti sono notoriamente in eternit e hanno quindi una pericolosità particolare – spiega il primo cittadino – Per questo abbiamo provveduto con urgenza proprio per la tutela dell’incolumità della gente. Tra l’altro la nostra amministrazione si è curata di rimuovere prima di Pasqua tutti i detriti relativi all’intervento di demolizione del secondo dei quattro lotti di casette in Feniglia. Questo per non creare problemi di decoro soprattutto in riguardo ai ristoranti e bar della zona che si sarebbero potuti trovare in imbarazzo con l’arrivo della clientela pasquale». Dunque la demolizione delle casette non limita i suoi problemi alla riuscita della demolizione, bensì le allarga soprattutto alla questione dello smaltimento dei rifiuti. E infatti, già due settima e fa, l’amministrazione argentarina aveva dovuto prendere in considerazione la necessità di smaltire e soprattutto verificare la consistenza dei resti delle demolizioni: in particolare si era dovuto preoccupare di analizzare i detriti in modo da evidenziare le eventuali fibre di amianto presenti. Per questo aveva proceduto all’impegno di spesa di circa 1500 euro in favore della ditta Studio Ambiente di Grosseto in modo tale che questa si occupasse sia dei residui delle ultime demolizioni di febbraio, sia di quelli stoccati in un magazzino posto in località Le Topaie di Albinia e relativi ad altri interventi precedenti.

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