Gioco
L’ultima virata di Calandriello Con lui la favola di Luna Rossa
PUNTA ALA. Se Luna Rossa aveva scelto la Maremma, se la preparazione alla Coppa America era stata effettuata qui, se re Juan Carlos è ospite abituale di Punta Ala quando gareggia al timone di Bribon,...
PUNTA ALA. Se Luna Rossa aveva scelto la Maremma, se la preparazione alla Coppa America era stata effettuata qui, se re Juan Carlos è ospite abituale di Punta Ala quando gareggia al timone di Bribon, beh il merito è stato anche suo. Di Bruno Calandriello, medico fiorentino di fama con la passione per la vela. Calandriello, che nel 2005 - dopo 18 anni ininterrotti - aveva lasciato la presidenza dello Yacht Club Punta Ala, ha compiuto l’ultima virata: è morto lunedì pomeriggio, a Firenze. Aveva 87 anni.
Per tutto lo Yc è una perdita enorme. L’attuale presidente Massimo De Sanctis, i componenti del direttivo, i soci e i dipendenti si dicono affranti e sono vicini alla famiglia. Perché il presidente emerito era stato «un’importante icona della vela italiana per le sue imprese di atleta e di dirigente».
Il "Professore" (era ortopedico e sotto le sue mani erano passati calciatori come Riva, Antognoni e Cuccureddu) era stato tra l'altro l’artefice della realizzazione della nuova sede dello Yacht Club Punta Ala e soprattutto delle due campagne di Coppa America con Luna Rossa. «Patrizio Bertelli era un nostro socio - disse nel 2005 Calandriello - e possiamo dire che sportivamente è cresciuto in Maremma; con lo Yacht Club ha iniziato a veleggiare ed a disputare le prime regate. Logico che quando aveva deciso di mettere in piedi il progetto Luna Rossa scegliesse i suoi colori, i suoi amici e la località in cui amava trascorrere i suoi giorni di vacanza». Quelli furono gli anni più belli per Calandriello, che a Punta Ala era arrivato nel 1976, un paio di anni dopo la fondazione del club. «Mi avvicinai allo Ycpa anche per il piacere del posto, ne ero e ne sono innamorato». E grazie all’imbarcazione che vinse la Louis Vuitton Cup, prima di sfidare New Zealand nella finale di Coppa America, Punta Ala arrivò sulla ribalta delle cronache mondiali.
Dal punto di vista professionale, il professor Calandriello era stato al centro di inchieste giudiziarie poi chiuse con l’archiviazione sulle morti di alcuni ex calciatori.
«Sono stanco e vecchio - disse al momento di lasciare il testimone - ed è giusto che siano altri a portare avanti questo sodalizio a cui ho dato e ricevuto tanto». Quando era arrivato a Punta Ala, si era presentato come appassionato di vela e al suo attivo aveva anche un titolo italiano, vinto al timone di Dida VI. «Piano piano sono stato coinvolto nella vita di questo circolo, che credo di aver contribuito a far crescere».
Sulle banchine di Punta Ala sono passati nomi di assoluto valore della vela mondiale, da Francesco De Angelis, a Paul Cayard, da Bertarelli a Russell Coutts. «Che bei momenti - aveva commentato - Ma tutti gli anni vissuti a Punta Ala sono stati bellissimi. Mi sono divertito ed ho vissuto in prima persona i tanti cambiamenti di questo mondo. Non è cambiato il gusto di andare per mare, ma nelle competizioni gli sponsor fanno ormai il bello e cattivo tempo. Ora conta più di tutti il team, invece che il singolo, come succedeva ai miei tempi».
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