Una nuova famiglia per i mici abbandonati
SCARLINO. «Se non lo avessi visto con i miei occhi non ci avrei creduto» dice un cacciatore di Scarlino, che in tema di animali pensava (con umiltà) di avere molto da insegnare e ormai poco da...
SCARLINO. «Se non lo avessi visto con i miei occhi non ci avrei creduto» dice un cacciatore di Scarlino, che in tema di animali pensava (con umiltà) di avere molto da insegnare e ormai poco da imparare. «Sono rimasto senza parole» continua, introducendo questa piccola storia di campagna, con quattro cuccioli salvati da un destino beffardo. Siamo nell’ex stazione delle periferiche di Scarlino Scalo, ultima struttura ancora in piedi di quello che una volta era il patrimonio della società Montecatini. Siamo ai bordi della frazione, in campi per lo più lasciati a se stessi, dove alcuni cacciatori hanno allestito dei rifugi per i loro cani. Lì, tra quelle lamiere, alla fine di marzo una gatta ha partorito quattro cuccioli. La vita di animale randagio però è piena di insidie e la mamma è rimasta vittima di un incidente, ritrovandosi con una zampa rovinata e parecchio sangue perso. Nessuno sa cosa le sia successo. Quel che si sa è che la gatta, dopo aver messo al mondo i cuccioli e aver perso la zampa con molto sangue – raccontano i cacciatori – è sparita, abbandonando i piccoli. Molto probabilmente, l’animale ha trovato un posto isolato, lontano dagli occhi del mondo, e si è lasciata morire. Ma c’è chi non si è scordato di lei. Non solo i cacciatori, ma anche gli altri gatti che si aggirano in quella zona. Randagi come lei: cresciuti sulla strada e poi addomesticati dagli stessi cacciatori che quando portano il cibo ai loro cani non fanno mancare una scodella anche agli amici felini. È stato proprio il branco a prendersi a cuore il destino dei quattro cuccioli. Sono arrivati in due o tre, hanno preso i piccoli per il collo con la bocca e li hanno portati sotto dei pezzi di travertina, resti di quella che era la vecchia ferrovia su cui correva la pirite. Là sotto, in una tana dove mano umana non può arrivare, un’altra gatta ha adottato i quattro orfanelli. La nuova mamma è incinta e il latte non le manca. Così è nata una nuova famiglia. «Non lo avessi visto con i miei occhi non ci avrei creduto» ripete un uomo che alle favole ormai non credeva più da tempo. (a.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
