Sicurezza
Davanti al Duomo per salvare gli agnelli
GROSSETO. La battaglia antispecista non si è fermata nemmeno per Pasqua. Anzi, proprio il giorno in cui in tante cucine si prepara l’agnello, i volontari dell’associazione d’Idee hanno scelto di...
GROSSETO. La battaglia antispecista non si è fermata nemmeno per Pasqua. Anzi, proprio il giorno in cui in tante cucine si prepara l’agnello, i volontari dell’associazione d’Idee hanno scelto di portare la loro protesta proprio davanti al duomo di Grosseto, in piazza Dante.
Una decina di attivisti ha esposto il manifesto simbolo della campagna vegana: «Chi mangi oggi?» per richiamare l’attenzione dei cittadini proprio al tema dell’uccisione degli animali.
Una campagna che segue le polemiche di pochi giorni fa, con l’appello dei presidenti di Cia e Coldiretti che hanno attribuito alle campagne animaliste il brusco calo nelle vendite di carne d’agnello. Calo delle vendite che significa crisi per tante aziende del territorio.
Soddisfatto delle parole di Enrico Rabazzi della Cia e di Antonfrancesco Vivarelli Colonna di Confagricoltura è Giacomo Bottinelli, responsabile della Lav di Grosseto.
«Questo conferma il successo della nostra azione di sensibilizzazione e del fatto che il pubblico comincia davvero a riflettere sull’orrore e lo sfruttamento che si nasconde dietro all’industria dell’allevamento di qualsiasi dimensione o qualità - dice - Lo dimostra inoltre il costante incremento di vegetariani e vegani in Italia testimoniato da enti di statistica ufficiali». Un modo di vivere differente. «Evitare carne e prodotti animali - prosegue Bottinelli - significa esattamente far pesare sul mercato la propria posizione etica ed indirizzarlo verso una produzione non-violenta. È strano invece che Rabazzi pensi ad ulteriori motivazioni misteriose e recondite che neppure lui conosce, in una teoria del complotto che fa sorridere». Per la Lav e per l’associazione d’Idee, lo scopo è soltanto quello di salvare animali. «Scopo degli allevatori - aggiunge Bottinelli - è ucciderli per trarne profitto. La differenza è tutta qui. E siamo felici che Cia e Confagricoltura attestino che le cose stanno andando nella direzione giusta». (f.g.)
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