Finanza
Comune alla Faenzi «Barca affondata era lei il sindaco»
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. L'Amministrazione comunale risponde con numeri e di fatti sulla questione sollevata dall'ex sindaco di Castiglione, Monica Faenzi, in merito al recupero di una imbarcazione...
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. L'Amministrazione comunale risponde con numeri e di fatti sulla questione sollevata dall'ex sindaco di Castiglione, Monica Faenzi, in merito al recupero di una imbarcazione affondata nel porto del paese.
«Riguardo alla richiesta di informazioni sulla determina 003 del 16 ottobre 2012 – scrive il Comune –, è la signora grossetana che dovrebbe spiegare ai cittadini quali sono le motivazioni per cui “molto probabilmente il contenzioso giudiziario si sarebbe chiuso con la vittoria dell'Amministrazione”. Lei conosce benissimo il problema che risale agli ultimi anni del suo mandato: periodo in cui, forse, si sarà distratta altrove con questioni che poco riguardavano Castiglione della Pescaia. Infatti, l'efficacia dell'ordinanza d'ingiunzione che è stata sospesa con atto del giudice Marco Bilisari del 5/3/2009 con la relativa proposta di transazione, è stata presentata nel mese di ottobre 2010; periodo in cui, se non cadiamo in errore, ci sembra fosse ancora lei il sindaco».
Il Comune vuole fare chiarezza sulla questione e mettere a conoscenza i cittadini delle cose: «Elencheremo di seguito i fatti: il contenzioso nasce tra una ditta castiglionese e il Comune riguardo al pagamento delle spese di intervento di somma urgenza definito “Bonifica e messa in sicurezza porto canale a seguito affondamento motopeschereccio Marco Antonio in data 22 agosto 2007”. In merito a questa pratica, attualmente sono pendenti due contenziosi: 1) Tar Toscana ricorso n. 1976/07 sez. III proposto dalla società interessata per l'annullamento e/o revoca e/o riforma dei seguenti atti: a) deliberazione Giunta Comunale n. 249 del 7/9/2007 nella parte in cui individua la ricorrente quale soggetto cui “...dovranno essere addebitate le spese sostenute per l'intervento di somma urgenza in oggetto”; b) determinazione del responsabile del servizio ambiente n. 949 del 25/9/2007 con la quale sono state impegnate le spese derivanti dai lavori di somma urgenza; c) nota prot. 36649 del 8/11/2007 con la quale il responsabile del servizio ambiente comunicava alla società il rigetto dell'istanza di annullamento della determinazione 949/2007. In questa fase, il Comune si è costituito in giudizio con udienza di merito ancora da fissare. 2) Tribunale ordinario di Grosseto sezione civile 2009/603 avverso ordinanza ingiunzione n. 1390 del 15/112009 per il recupero della somma di €. 32.845,12 a fronte di una effettiva spesa sostenuta dal Comune per €. 28.753,15. L'efficacia dell'ordinanza di ingiunzione è stata sospesa con atto del giudice Marco Bilisari del 5/3/2009 n. 491109. La causa, dopo varie udienze, è stata rinviata al 28/11/2013».
«Nel frattempo, nonostante l'efficacia dell'atto fosse sospesa, la società controparte, conseguentemente alla proposta di transazione presentata, ha corrisposto la somma di €. 20.000 proponendo a titolo transattivo, la rinuncia ai ricorsi pendenti (Tar e Trib. Civile) a fronte della rinuncia da parte del Comune al recupero delle somme (8.100 circa) di cui la società ricorrente contesta la debenza. In definitiva, l'atto in questione non si è ancora concluso in quanto necessita di acquisire il parere del revisore, perché dovrà essere approvato in giunta l'atto di transazione completo di motivazioni. Infine, dopo aver seguito questa procedura, il tutto si concluderà con la firma degli avvocati delle parti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google