Sicurezza
Ponti e fossi ko, la mappa dei punti critici
Ancora disagi a Capalbio dopo l’alluvione, ma il sindaco assicura: «I lavori cominceranno presto»
CAPALBIO. Ancora molti i problemi da risolvere sul territorio del comune di Capalbio, per via dei tantissimi danni dovuti all’alluvione del 12 novembre. Ben 15 i punti di intervento individuati, su alcuni dei quali si è già intervenuti, ma si attende una sistemazione definitiva dei ponti crollati, delle strade danneggiate e quant’altro sia venuto meno a causa delle fortissime piogge, delle piene dei corsi d’acqua, degli allagamenti e delle frane diffuse.
Tuttavia i lavori di ripristino dovrebbero cominciare tra non molto, ed è proprio il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori che aggiorna sulla situazione: «Il ripristino della frana sulla strada comunale Poggio la Pescia, a Pescia Fiorentina, con ricostruzione del sistema idraulico connesso per un costo totale di circa 63 mila euro è stato affidato, tramite appalto, al Co.Tir. di Montalto di Castro, ed è in attesa della verifica del possesso dei requisiti necessari – spiega - poi il rifacimento del ponte sul fosso di Torre Palazzi per un costo di 120 mila euro è stato aggiudicato alla ditta Fratelli Massai srl di Grosseto, e attende anch’esso le ultime pratiche burocratiche, così come la demolizione e ricostruzione di un muro di contenimento pericolante in via Muratella in Capalbio di cui si occuperà la ditta Francini Vinicio Snc di Capalbio. Solamente per gli interventi di ricostruzione delle spallette e briglie di monte e platea di diversi attraversamenti stradali in varie località, e per un totale di 130 mila euro, ci sarà bisogno di ulteriori approfondimenti per l’analisi di tutte le offerte». Dunque tutto è quasi pronto per la partenza dei lavori: in pratica manca, come anche negli altri territori colpiti dal disastro, il placet della burocrazia. Ma c’è anche un’altra questione singolare che ha interessato Capalbio e che, in periodi di pioggia come quelli recenti, continua a mettere a rischio allagamento alcuni appezzamenti di terreno, causando malcontenti tra gli agricoltori: è lo sbarramento sul fosso del Chiarone che ha costretto il Comune a emettere anche alcune ordinanze, onde stimolare una soluzione che ancora tarda. Il problema sembra essere di competenza territoriale, perché il fosso fa da confine tra Toscana e Lazio proprio in quel punto: «Per quanto riguarda la briglia sul fosso del Chiarone dichiarata abusiva dal Consorzio Osa Albegna e dalla Regione Toscana, il Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca (Viterbo) ha comunicato che sta valutando possibili interventi sull’opera volti a mitigare i negativi effetti lamentati dai cittadini – insiste Bellumori – Ma siamo in attesa di ulteriori sviluppi, sperando che questa vota ci saranno veramente».
Sabino Zuppa
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