Sicurezza
La rabbia degli allenatori sfrattati dai Pini
Costretti a portare via i cavalli dall’ippodromo: «Non siamo abusivi, la società ci faccia un’ingiunzione»
FOLLONICA. «Non siamo abusivi, siamo persone che lavorano e che ora non sanno dove portare i loro cavalli».
La rabbia è tanta, su questo non c’è dubbio. Subito dopo Pasqua, per la precisione entro il 2 aprile, Milena Delle Piane così come altri allenatori che hanno i loro animali nei box del nuovo ippodromo dei Pini, dovranno lasciare il centro di allenamento.
L’imprenditrice è un fiume in piena, difficile contenere il nervosismo per una situazione che a suo giudizio non è accettabile. L’allenatrice ribatte punto per punto a quanto affermato dal presidente della Sistema Cavallo, Silvio Toriello, in merito alla questione: Toriello aveva spiegato che queste persone occupavano i box senza titolo, e che necessariamente a causa dei cambiamenti che sta affrontando il settore dell’ippica dovevano lasciare quelle strutture. «Ci tengo a sottolineare che non siamo abusivi – spiega Delle Piane – e non è vero che la società non ci conosce. Siamo entrati all’ippodromo diversi anni fa con un regolare contratto, quando la gestione è cambiata ci avevano detto che avrebbero preparato dei nuovi documenti e invece non lo hanno mai fatto. Poi all’ inizio marzo ci è arrivata una circolare dove ci intimavano a lasciare libere le strutture entro fine mese: non è che abbiamo dei gatti abbiamo dei cavalli almeno ci lascino il tempo di sistemarci anche perché qui vicino non ci sono altri ippodromi dove poter andare». L’allenatrice sottolinea più volte di non accettare che le si dica di essere morosa, perché così non è. «Come da accordi la società trattiene l’affitto dei box dai premi che riceviamo, sicuramente ci saranno altre persone che non pagano ma non è il mio caso. Così come lo Stato non paga le imprese che gestiscono gli ippodromo nello stesso modo non salda i premi a chi corre: siamo indietro di svariati mesi (gli ultimi pagamenti risalgono a luglio – agosto del 2012), siamo pure noi in un momento di grave disagio». L’imprenditrice racconta di avere all’interno del centro sei cavalli mentre in tutto lì saranno una cinquantina gli animali presenti: a suo giudizio la spesa che la società si accolla per mantenere quella parte della struttura non è così elevata, anzi, loro rappresentano forse il male minore. «Se c’è qualcuno che non è in regola con i pagamenti allora che emettano dei decreti ingiuntivi, ma non è il mio caso, io ho sempre rispettato le regole. Ecco perché leggendo le parole del presidente Silvio Toriello mi arrabbio, non voglio essere definita morosa o abusiva, il nostro lavoro è pesante e per di più oggi con la crisi che investe il settore. Io sono disposta anche ad andarmene basta che ci lascino il tempo per farlo, non si spostano dei cavalli nel giro di pochi giorni non è così immediato un trasferimento del genere».(p.v.)
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