Il Tirreno

Grosseto

L’artista si riporta via l’Albero della vita «Non l’hanno voluto»

di Elisabetta Giorgi

Storia dell’opera comparsa al Giglio per commemorare le vittime della Concordia. Lo scultore deluso se l’è ripresa

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ISOLA DEL GIGLIO. E amareggiato, alla fine l’artista si riporta a casa la sua scultura. È l’Albero della vita: stesso albero che, con un blitz notturno e senza chiedere troppi permessi in giro, lo scultore aveva deposto sulle rocce per ricordare le vittime della Costa Concordia. Per mesi è rimasto chiuso in un hangar. «Non aveva senso tenerlo lì dentro», commenta amareggiato l’artista 51enne di san Benedetto del Tronto, Teodosio Campanelli; ma intanto, inaspettatamente, al Giglio sta nascendo un dibattito.

La storia, che all’epoca fece scalpore, è questa. È il 3 ottobre scorso quando sull’isola, sullo scoglio di Punta Gabbianara proprio davanti al relitto della Costa Concordia, appare di punto in bianco una misteriosa scultura: tre cavi di acciaio sorreggono la struttura in metallo che con le sue fronde si staglia verso il cielo, e che fin da subito viene ribattezzata “L’albero del Giglio”, come pure “L’albero dei misteri”. Non si sa chi sia l’autore; e sono 32 i rami, tanti quante le vittime del disastro. L’opera, misteriosa, affascina ma suscita anche timori, sgomento, preoccupazioni e critiche, soprattutto alla luce della sua evidente “capacità” di aggirare la sorveglianza, gli operatori e i controllori che lavorano fitti attorno al relitto, tutti i giorni. La scultura resta davanti al relitto solo 24 ore, poi viene rimossa dal Comune. Passa qualche giorno e l’anonimo artista esce “allo scoperto”, si fa per dire, con una lettera al Tirreno in cui, firmandosi “Giovanna D’Arco”, spiega di essere lui l’autore della scultura. L’obiettivo del suo “Albero della vita”, dice, è quello di commemorare le 32 vittime del naufragio. Così facendo, l’anonimo col suo gesto fa il giro del mondo scatenando il popolo del web. C’è chi vuole far tornare l’opera al suo posto, mentre il sindaco dell’isola del Giglio, Sergio Ortelli, non gradisce. A questo punto l’artista decide di rompere il silenzio, anticipando che l’opera è solo un bozzetto: lui si chiama Teodosio Campanelli. E spiega che, se l’isola, i suoi abitanti e il sindaco si dicono favorevoli, è sua intenzione donare l’opera finita alla popolazione dell’isola del Giglio, da collocare in uno spazio idoneo. Il sindaco, in questi mesi, non ha mai espresso questa volontà. E l’opera è stata “parcheggiata” - da ottobre a oggi - all’interno di un hangar privato dell’isola, in attesa di futura collocazione. Oggi, dopo tutto questo tempo, Campanelli ha deciso di riportarsela via. Sabato scorso ha dato incarico ad alcune persone di smontarla e riportarla a casa: ora è dal fabbro per essere riparata. «Avevo aspettato che questa storia decantasse - dice Campanelli - Passato il clamore iniziale, pensavo che arrivasse qualche proposta per sistemarla sull’isola, cui volevo donarla. Invece niente. Per carità, il sindaco è capo dell’isola, ma siccome ci sono 700 persone poteva anche esprimersi con un referendum popolare». È il sito “Giglio news”, che per primo ha dato notizia che l’albero ha lasciato l’isola, ad aprire un forum. «Trascorsi diversi mesi dalla rocambolesca collocazione - scrive - possiamo ragionare in maniera più tranquilla. E concludere che forse è un peccato lasciar andar via l’opera d’arte dedicata al Giglio e ai suoi abitanti». La gente sta rispondendo. Varie persone la rivorrebbero sull’isola.

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