La manifestazione
Ecco il cimitero delle biciclette rotte
GROSSETO. Di alcune c’è solo il telaio. Di altre una ruota. Alcune hanno una ruota spezzata in due o un solo pedale. Altre hanno tutte le cose al loro posto, ma sono legate a qualche cartello...
GROSSETO. Di alcune c’è solo il telaio. Di altre una ruota. Alcune hanno una ruota spezzata in due o un solo pedale. Altre hanno tutte le cose al loro posto, ma sono legate a qualche cartello stradale da catene grosse come un braccio. Non le rubano, è chiaro. Ma restano lì per sempre.
La zona accanto alla stazione è diventata un piccolo cimitero delle biciclette. Abbandonate da tempo. O, in qualche caso, parcheggiate per giorni accanto a un cartello stradale, una panchina, un lampione.
Basta fare un giro in piazza della stazione e nelle vie limitrofe per contare gli scheletri delle biciclette. Ieri mattina, giorno festivo in cui sono stati molti a prendere il treno per tornare a casa, solo facendo due passi ne abbiamo contate una settantina. Delle quali una buona metà ormai inutilizzabili, perché prive di parti fondamentali per il loro funzionamento.
Perché l’area della stazione, oltre ad un parcheggio e ad un cimitero delle bici, assomiglia anche ad un ottimo posto per lo “shopping”. Di pezzi di ricambio, ovviamente.
Non trovi la ruota per la tua bici? Vai alla stazione e la smonti a qualcuna di quelle parcheggiate. Lo stesso con il manubrio, il sellino, il campanello, i pedali.
Adesso per l’intera area, sempre che il Comune trovi i soldi, è previsto un progetto di recupero. La piazza cambierà completamente volto. La speranza è che quando sarà diversa, più accogliente e vivibile, si faccia anche una seria politica dei parcheggi a due ruote. E quindi rastrelliere comode e controlli. E, ogni tanto, una ripulita ad opera di vigili urbani dotati di cesoie per tagliare le catene. Al limite i proprietari potranno andare a recuperare i velocipedi al deposito, pagando s’intende. (g.f.)
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