Sicurezza
Cinque piazze per la vetrina del gusto
La Camera di Commercio ha chiuso il bando per l’agroalimentare: oltre 100 produttori in città dal 17 al 19 maggio
GROSSETO. Il dado è tratto. C’è l’accordo istituzionale, ci sono le date, ci sono i luoghi, ci sono le aziende: dunque «nel 2013 “Maremma Wine Food Shire” verrà organizzato per la prima volta nel centro storico di Grosseto, in collaborazione con il Comune e la Provincia di Grosseto, divenendo così elemento trainante della strategia del brand e sintesi delle iniziative per la rivalutazione del centro storico, in collaborazione con altri soggetti come i Centri commerciali naturali, rete Vetrina Toscana e le associazioni di Categoria».
Nero su bianco, il via libera ufficiale si legge all’albo pretorio della Camera di Commercio, determinazione 191 del 29 marzo. Un atto che sancisce l’ammissione di 93 aziende (circa 25 produttrici di “cibo”, oltre una sessantina di vino, il resto “miste”) sulle 95 che avevano fatto richiesta alla grande vetrina dell’agroalimentare maremmano e amiatino.
Ricomincio da tre. Una vetrina che, alla sua edizione numero tre, scommette su una rivoluzione, un nuovo inizio: si esce dai comodi, funzionali e rassicuranti padiglioni di Grossetofiere al Madonnino, per accettare la sfida (anche meteorologica) delle strade cittadine. Con l’obiettivo di mettere insieme due risorse preziose _ l’agroalimentare e la parte più bella della città capoluogo _ per dare valore aggiunto a entrambe.
Quando e dove. Certo, l’ambizione iniziale manifestata dal presidente della Camera di Commercio Gianni Lamioni si è giocoforza ridimensionata. In particolare si è dovuto rinunciare alla suggestiva ipotesi di utilizzare le Mura Medicee come sontuosa galleria espositiva: troppi problemi logistici per allestire gli stand e mettere migliaia di persone, dopo il tramonto, a spasso sul più bel monumento cittadino. Dunque, nel weekend fra il 17 e il 19 maggio, i “padiglioni” dei produttori saranno ospitati all’interno della cinta muraria, in almeno cinque posizioni strategiche: due fra piazza Dante e piazza Duomo, le altre in piazza del Sale, piazza Indipendenza (San Francesco) e piazza della Palma. Scelte certamente dettate da esigenze tecniche, ma che hanno il vantaggio _ per una volta _ di portare “movimento” anche al di là della tradizionale direttrice Corso Carducci - piazza Dante, da sempre privilegiata.
Sette giorni di festa. Ma non finisce qui. Perché anche quest’anno il “Wine Food” si sposa alla Festa della Maremma, che comincerà già il 13. E in quell’ambito, così come durante il Wine Shire vero e proprio, non mancheranno occasioni d’arte, cultura e spettacolo che andranno ad animare altri spazi (dal Teatro degli Industri alla Chiesa dei Bigi) del centro storico. In questo senso la stessa Camera di Commercio, affiancata da Comune e Provincia, ha già attivato più di un soggetto operativo, dalla Società Dante Alighieri (che porterà in quella settimana a Grosseto 200 giovani studenti di tutta Italia e del mondo) a Fondazione Grosseto Cultura. E non è escluso che alla fine almeno qualche spazio tra quelli più fruibili delle Mura (per esempio il Cassero Senese) possa tornare in gioco per eventi collaterali.
Espositori oltre quota 120. La scelta di Lamioni per il centro storico inizialmente aveva suscitato molte perplessità, parecchio scetticismo, ma soprattutto forti preoccupazioni. C’era chi temeva, infatti, che uscendo dalla solida struttura professionale garantita da Grossetofiere, qualche produttore (magari proprio fra quelli più “blasè”) decidesse di tirarsi indietro. In realtà, dopo qualche titubanza iniziale, hanno aderito 93 fra aziende vitivinicole e agroalimentari, oltre alle Strade del Vino, ai consorzi di tutela e alle associazioni per la valorizzazione dei prodotti locali. Poche meno dell’anno scorso, pur nel pieno della crisi.
Alla fine ci saranno più di 100 stand, ai quali andranno aggiunti quelli (almeno una ventina) degli artigiani, per i quali il bando è ancora aperto. (e.g.)
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