Finanza
L’agnello di Camilli per la Pasqua della Mabro
Ieri mattina la distribuzione ai dipendenti davanti ai cancelli dell’azienda Simoncini smentisce la sospensione dei corsi, si arrabbiano le maestranze
GROSSETO. «La Regione non ha sospeso i corsi di formazione dei dipendenti dell’ex Mabro». La smentita arriva secca dall’assessore regionale Gianfranco Simoncini. Non una parola di più, però, da parte del responsabile del settore Lavoro della Regione Toscana, che venerdì incontrerà di nuovo i sindacati, i rappresentanti dei lavoratori e la proprietà di Abbigliamento Grosseto, chiamata a rispondere alle domande delle istituzioni sullo stato patrimoniale della società. Una smentita che arriva il giorno in cui le vestaglie azzurre avevano almeno sorriso davanti al cancello della fabbrica dove si è fermato, alle 8.30 in punto, il camion della Ilco, l’azienda del presidente del Grifone Piero Camilli che ha regalato un chilo di carne d’agnello per ciascun dipendente.
Il presidente del Grosseto calcio lo aveva detto tre giorni fa: «Regalerò l’agnello ai dipendenti della Mabro perché anche loro hanno diritto a festeggiare la Pasqua». E ieri mattina, puntuale, la carne confezionata è stata distribuita davanti all’azienda. «Il gesto di omaggiare tutti i dipendenti con un cesto pasquale - scrivono i rappresentanti dei lavoratori della Cgil, della Cisl e tutti i dipendenti della Mabro - dimostra, a differenza di quanto qualcuno vuole far credere che il presidente Camilli pur non essendo grossetano non solo ha a cuore le sorti della squadra ma recepisce in maniera esemplare i bisogni e le speranze di una parte importante dei nostri concittadini». Chi aveva fatto ironia sul regalo di Camilli, ieri mattina si è dovuto ricredere. «Il presidente - aggiungono - ha dimostrato più volte nei nostri confronti la disponibilità e l’attenzione di un presidente e soprattutto di un uomo legato alla nostra comunità. Inviamo a lui e alla sua famiglia, insieme ai nostri sinceri ringraziamenti, anche i nostri auguri di Buona Pasqua».
Il venerdì di passione delle lavoratrici Mabro, comunque, è stato reso più lieve dal gesto del presidente del Grifone e da quello del responsabile del lavoro dell’Idv Roberto Rizzo, che ha regalato alle vestaglie azzurre cinquecento euro per il fondo di solidarietà della fabbrica.
È piaciuta meno, invece, la smentita dell’assessore che già due mesi fa, aveva fatto lo stesso quando in ballo c’era la questione del pagamento della cassa integrazione in deroga. Come se a Grosseto, le notizie che arrivano dalla regione, non fossero ben comprese.
La questione infatti, è nata martedì scorso nella sala mensa della Mabro, subito dopo l’assemblea delle vestaglie azzurre che avevano deciso per le due ore di sciopero (poi diventata una) giornaliere. «Mentre discutevamo proprio su come applicare lo sciopero durante i corsi di formazione - spiega Nadia Perino, rsu Cgil - ci è stato comunicato dall’azienda che la Regione aveva momentaneamente sospeso i corsi di formazione». Una notizia che non aveva certo creato scompiglio tra le vestaglie azzurre e che anzi, era stata letta come un segnale politico da parte della Regione, dopo che la proprietà di Abbigliamento Grosseto non aveva partecipato all’incontro organizzato la scorsa settimana proprio con Simoncini.
Dal canto suo, l’assessore regionale si è limitato a dire che «no, i corsi non sono stati sospesi». E che ogni chiarimento, è rimandato a venerdì, quando ci sarà l’incontro in Regione. «In questo modo però - dicono i lavoratori - sembra che abbiamo l’anello al naso». Perché loro, della sospensione dei corsi, lo sanno per certo: negli ultimi giorni, non si sono svolti. La questione, tra l’altro, era stata riportata anche in consiglio comunale dall’assessore Emanuel Cerciello. «La società che ha organizzato i corsi di formazione per l’ex Mabro - ha detto l’assessore durante la sua relazione in consiglio - ci ha comunicato che la Regione ha sospeso i corsi di formazione perché mancava il cofinanziamento da parte della società».
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