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attesa da quarant’anni

C’è un nuovo progetto per la piscina di Orbetello

di Claudia Della Verde
C’è un nuovo progetto per la piscina di Orbetello

ORBETELLO. «Entro la fine della legislatura sicuramente vedremo la posa della prima pietra della piscina comunale». Ad annunciarlo, con un mix di cautela e determinazione, è l’assessore all’urbanistic...

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ORBETELLO. «Entro la fine della legislatura sicuramente vedremo la posa della prima pietra della piscina comunale». Ad annunciarlo, con un mix di cautela e determinazione, è l’assessore all’urbanistica Alessandro Ragusa. L’area di trasformazione prevista dal precedente regolamento urbanistico su cui l’impianto potrebbe essere realizzato è sempre la stessa, ovvero quella della periferia lagunare di Orbetello Scalo, tra la ferrovia e l’Aurelia. Il progetto presente nelle vecchie carte a firma della giunta di centrodestra era quello che si proponeva di spostare tutti gli impianti sportivi di Orbetello - tra cui lo stadio Ottorino Vezzosi del centro storico – alla “stazione”, e di inserire la realizzazione della famosa piscina a fronte del piano di lottizzazione che prevedeva la costruzione di quaranta alloggi da parte di privati. In pratica, nient’altro che affidare l’esecuzione delle opere pubbliche a privati dell’imprenditoria edile che avrebbero costruito gli alloggi. Un’operazione, secondo Ragusa, economicamente ineseguibile, poiché l’ipotesi progettuale di tutte le opere pubbliche che viene elencata nel regolamento urbanistico ha costi fuori budget rispetto a questo tipo di operazione. «Si parlava di circa dieci milioni di euro di lavori richiesti dal Comune – spiega l’assessore - e nessun imprenditore si fece avanti. Il primo obiettivo da portare a termine è quello di far sì che l’intervento venga rielaborato con un metodo meno propagandistico, come credo sia stato affrontato dalla precedente amministrazione, e di renderlo percorribile in altri modi». Rivedere dunque l’area di trasformazione, ma come? «Dal punto di vista strettamente urbanistico – risponde l’ingegnere - l’impostazione generale delle opere a scomputo rimarrebbe, ma andrebbe rielaborata l’entità di ciò che si andrà a costruire. L’idea è quella di rendere le opere pubbliche compatibili con l’utile dell’impresa, ovvero costruire un numero di alloggi tale da comparare il guadagno del privato alle richieste del pubblico». Ragusa non si sbottona sulle proposte da consegnare a sindaco e colleghi, ma spiega che una prima bozza già abbastanza chiara è stata disegnata. Nel frattempo, ci si interroga sui lunghissimi tempi dell’urbanistica, sui quali l’assessore tiene a tranquillizzare: «Se tutto questo dovesse essere fatto all’interno di una revisione generale del regolamento urbanistico, il periodo di attesa sarebbe decisamente troppo lungo. È intenzione della giunta, invece, realizzare una struttura che Orbetello aspetta ormai da 40 anni nei tempi più brevi possibili». Sì, ma come fare? «Ho già iniziato ad avanzare la proposta di anticipare la variante su quell’area di trasformazione che verrà messa a punto nel giro di 3-4 mesi. La strada più breve è attraverso una conferenza servizi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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