Proteste
Autovelox “poco visibili”, ancora proteste
Un automobilista segnala i suoi “incontri” sulle Collacchie e a Follonica: «Prevenzione o incasso?»
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. «Non mi do pace. Non tanto per l’eventuale sanzione, ma per i modi in cui questa è stata contestata».
Dopo la protesta di ieri della lista civica “Insieme per Follonica” contro le multe della Polizia provinciale, a scrivere al Tirreno è un lettore di Grosseto, Marco Monetti, che ancora non sa se è stato pizzicato o meno a viaggiare fuori dai limiti di velocità.
Tutto è successo una mattina di febbraio sulla strada delle Collacchie, in un punto in cui la massima velocità consentita è di 50 chilometri orari.
«Andavo a Castiglione _ scrive l’automobilista _ e prima dell’entrata della struttura militare dell’aeronautica mi sono imbattuto in una postazione mobile per il rilevamento della velocità. La postazione era praticamente invisibile al guidatore perché posizionata dietro un cespuglio in una piazzola. Poco visibile anche lo strumento di rilevazione, tanto che appena me ne sono accorto ho frenato bruscamente in modo istintivo».
Ancora l’infrazione non gli è stata contestata ma il nostro lettore ne fa una questione di principio. Perché ciò che gli è successo a febbraio non sembra essere un caso isolato nella sua esperienza.
«Stamani (ieri per chi legge, ndc) _ prosegue la lettera _ mi trovavo a passare nel tratto Follonica - Riotorto in direzione di Follonica e l’autovelox della Provinciale era posizionato sul ciglio della strada, mentre l’auto con gli agenti a bordo era ben nascosta all’interno del parcheggio del ristorante Tirreno».
La contestazione dell’automobilista riguarda dunque la visibilità delle postazioni “acchiappa infrazioni”.
«Dallo scambio di mail che ho avuto con la Polizia provinciale _ sostiene il lettore _ gli appostamenti mobili rispecchiano le indicazioni di legge in materia. Eppure io giro tutta l’Italia e molte polizie utilizzano cartelli mobili di segnalazione che in questo caso non erano presenti. Come può un normale cittadino sapere in modo chiaro e non in burocratese come stanno le cose?».
Un’altra osservazione del signor Monetti pone il problema della sicurezza stradale, a suo dire pregiudicata dagli appostamenti poco visibili: «In questo caso la prevenzione non solo viene meno ma anzi aumenta il rischio d'incidente. Qualsiasi automobilista, considerato che gli appostamenti vengono fatti in tratti stradali con limiti di velocità molto bassi e spesso rettilinei, è indotto a frenare o a modificare l'assetto di guida , comportamento che potrebbe provocare collisioni o tamponamenti».
Infine una considerazione generale sul senso di questi controlli a tappeto sulle strade: per l’automobilista grossetano pensare che due agenti stazionino qualche ora all'interno di un veicolo "nascosto" in attesa che una macchinetta faccia cassa e non a svolgere azioni di prevenzione e di rapporto stretto con la cittadinanza suscita parecchie perplessità».
Sara Landi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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