Il Tirreno

Grosseto

Vertenza ex Mabro la Regione sospende i corsi di formazione

di Francesca Gori

L’Idv presenta un’interrogazione al consiglio della Toscana Stamani la consegna della carne d’agnello ai lavoratori

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GROSSETO. Dopo il consiglio comunale di Grosseto, la questione Mabro torna in Regione. Non solo con il tavolo istituzionale guidato dall’assessore allo Sviluppo economico Gianfranco Simoncini, al quale è chiamato anche il patron di Abbigliamento Grosseto Andrea Barontini, ma anche in consiglio regionale. Il gruppo Idv, che con il responsabile del Lavoro del partito Roberto Rizzo segue da sempre la vertenza ex Mabro, ha presentato un’interrogazione al consiglio. «L’irresponsabilità dei vertici aziendali della ex Mabro, oggi Abbigliamento Grosseto, non è più tollerabile. La Regione deve attivarsi affinchè la storica ditta venga sottoposta all’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, come prevede la legge Prodi-bis». A parlare, il giorno dopo il consiglio comunale di Grosseto che ha chiesto l’attivazione della Prodi-bis, è Marta Gazzarri, capogruppo regionale dell’Italia dei Valori. «Da sempre il mio Gruppo ha monitorato con attenzione la situazione della Mabro - aggiunge - è purtroppo palese che il destino produttivo della fabbrica ed il futuro dei suoi 224 dipendenti è in bilico e che dare fiducia per l’ennesima volta a quei vertici che hanno disertato l’ultimo tavolo convocato dalla Regione sia impossibile». Per l’Idv sono troppi i punti poco chiari sui quali l’azienda non si pronuncia. «Troppe le promesse fatte, ad oggi puntualmente disattese, come l’assunzione di nuove commesse, la ricerca di nuovi partner - dicono - il pagamento degli stipendi arretrati delle lavoratrici tutte, allo stato attuale, in cassa integrazione a rotazione». L’interrogazione dell’Idv va nella stessa direzione delle richieste dei consiglieri comunali di Grosseto e delle organizzazioni sindacli e dei rappresentanti dei lavoratori che invocano da settimane l’amministrazione straordinaria della società. «Chiediamo alla giunta - conclude Gazzarri - di attivarsi per scongiurare la chiusura di una realtà importante per il territorio, che ha una sua ben radicata specificità produttiva e che vanta un bilancio aziendale sano. Chiediamo di farlo tramite la Prodi-bis, unica possibilità affinchè l’azienda venga ripulita dai debiti e resa appetibile per nuovi e più credibili investitori che presentino un piano industriale degno di essere chiamato tale».

Mentre la politica continua a fare il proprio lavoro di intermediazione, su Abbigliamento Grosseto è caduta un’altra tegola. La Regione infatti ha sospeso per il momento i corsi di formazione che venivano seguiti dai dipendenti della Mabro e che hanno rappresentato, secondo la verifica effettuata dall’assessorato allo sviluppo economico della Regione, l’unica voce di spesa registrata per l’erogazione, da parte del Ministero, della cassa integrazione straordinaria. Erogazione che, oltre ai corsi di formazione pagati attraverso lo stanziamento di fondi europei, sarebbe stata subordinata anche alla ristrutturazione dell’azienda oltre che agli investimenti per le nuove tecnologie.

L’unica buona notizia per i lavoratori della fabbrica di via Senese è l’arrivo del camion della Ilco, questa mattina, con il regalo di Pasqua del presidente del Grifone Piero Camilli: un chilo di carne d’agnello a testa. Un bel gesto, certo.Che almeno strapperà un sorriso ai lavoratori.
 

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