Sicurezza
Seggiano, tanti stranieri in cerca di acqua termale
Sgorga a 42 gradi: a maggio riapre Villa Gaia, acquistato da un signore russo Poi un australiano al podere Ritondole, gli scozzesi al Belvedere. E non solo
SEGGIANO. Seggiano diventa internazionale, con aziende di vecchia e nuovissima gestione che stanno trasformando il borgo dell’Amiata in un “villaggio globale”. E ora anche di più, vista la presenza di acqua calda termale. E così arrivano a Seggiano da tutto il mondo per impiantare le loro attività, in specie agrituristiche o di produzione e commercializzazione di prodotti tipici, come l’olio, attirati da un connubio di fattori che vanno dall’ambiente pregiato della valle dell’Orcia e del Vivo, ai maestosi oliveti che stupirono anche Pietro Leopoldo di Lorena, ai tesori di arte ospitati in questo piccolo spicchio di Toscana verace.
E adesso, ciliegina sulla torta, l’acqua termale calda, su cui si gioca la carta più recente dello sviluppo di Seggiano. E naturalmente sono in molti a guardarvi con speranza. Così, nella seduta del consiglio comunale del 25 marzo, l’assemblea, che ha deliberato l'avvio al procedimento del regolamento urbanistico e della Vas, ha approvato anche l’imminente elaborazione del regolamento per la disciplina della ricerca, della coltivazione e dell’utilizzazione delle acque minerali, di sorgente e termali, materia che, due anni or sono, la regione toscana che la deteneva, ha delegato ai comuni.
L’acqua calda, che sgorga a 42 gradi, a Seggiano c’è. L’aveva trovata Enel alcuni anni or sono a 400 metri di profondità, nella zona di Tre fonti, tanto che lì il comune ha previsto un albergo termale da 200 posti. Un progetto che deve vedere la luce, mentre invece riaprirà a maggio lo splendido agriturismo di Villa Gaia fornito già di due piscine, di cui una con acqua a 30 gradi circa, e che ne vorrebbe costruire un’altra sfruttando, appunto, l’acqua calda a 42 gradi. Villa Gaia, vicino al convento di San Bernardino, che guarda alla Val d’Orcia con panorama mozzafiato, è stata acquistata da un signore russo che si è innamorato della zona e che possiede anche l’agriturismo del Podere dei Venti.
Ma gli stranieri non finiscono qui. C’è un australiano al podere Ritondole, una famiglia di italo-svizzeri a Vitabella, un agriturismo con una spettacolare cantina e un frantoio in arrivo. Ci sono poi gli scozzesi al podere Belvedere nella zona delle Casacce e un proprietario olandese in località Bugnanese, senza contare la colonia di inglesi che risiedono in loco da tempo, come Charlotte Horton proprietaria del castello di Potentino. «C’è un gran movimento di stranieri innamorati delle nostre campagne - spiega Fabio Menchetti dirigente comunale di Seggiano - e vorremmo che il regolamento urbanistico e quello per le acque termali fossero spinte a creare attività, voglia di costruire, sviluppo di aziende e del territorio. Per esempio c’è un piccolo “consorzio” con un’attività agricola accanto a un vecchio mulino ad acqua sul fiume Vivo che si vorrebbe spostare più a monte, vuole ampliare l’attività e far funzionare il mulino per macinare farina di castagne. Ecco, ci piacerebbe che il nostro regolamento andasse a incentivare attività di questo tipo. Con l’obiettivo di una qualificazione paesaggistica e ambientale del territorio rurale, abbiamo previsto nel documento programmatico approvato delle strategie urbanistiche del Ru, il potenziamento e la diversificazione dell’offerta turistico - ricettiva, in particolare alberghi di campagna e poli ricettivi rurali, la previsione e la disciplina delle strutture ricettive nei centri abitati e la previsione di un nuovo stabilimento termale con annesso insediamento turistico-ricettivo. Su questo puntiamo».
Il primo passo verso la formazione del Ru è risultato l’approvazione del bando per la partecipazione alla formazione del regolamento urbanistico per la localizzazione degli alberghi di campagna, attraverso cui l’amministrazione comunale ha invitato i cittadini interessati a presentare proposte concrete inerenti la realizzazione degli alberghi di campagna previsti dal piano strutturale per un totale di 250 posti letto, e in ultimo assumendo le proprie determinazioni con l’approvazione dell’elenco delle proposte ritenute ammissibili ai fini dell’inserimento nel Ru.
Già dall’ottobre 2009 la giunta municipale ha approvato il documento di indirizzo nel quale erano indicati gli obiettivi programmatici fra cui spicca, in modo fondamentale, il concetto di integrità fisica e la qualità ambientale del territorio, da perseguire prioritariamente attraverso la difesa del suolo, la tutela degli acquiferi strategici, la regimazione idraulica e la ricostituzione di relazioni trasversali monte-valle. In questo senso il luogo simbolo di Seggiano diventa il famoso giardino di Daniel Spoerri, superbo esempio di quella interazione fra ambiente e mano dell’uomo a cui Seggiano fa costante riferimento.
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