Attenzione
Gattino colpito con una carabina
Operato e salvato. Bottinelli (Lav): «Penso a un cacciatore»
GROSSETO. Un gatto di poco meno di un anno è stato colpito con una carabina ad aria compressa a Casalecci, in pieno centro abitato. Il proiettile ha quasi raggiunto la milza, ma il tempestivo intervento di chi si occupa di lui gli ha salvato la vita, anche se ancora non è fuori pericolo. Non è il primo caso del genere nella località a pochi chilometri da Grosseto.
È successo qualche giorno fa quando alle 7 circa del mattino Bombolo (questo il nome del felino) è uscito dalla casa di Francesco Candela in via Versilia per rientrare poco dopo. Candela e la compagna hanno notato che l’animale appariva poco vivace e in breve ha cominciato anche a vomitare. Subito si sono recati all’ambulatorio veterinario delle dottoresse Luisa Magrini e Barbara Vieri che hanno scoperto la ferita sotto il pelo. La radiografia ha permesso di individuare il pallino da carabina, giunto a pochi millimetri dalla milza.
«Al momento dell’arrivo in ambulatorio abbiamo riscontrato il grosso ematoma provocato dal colpo e abbiamo individuato subito la lesione al centro. Se il pallino di piombo avesse raggiunto la milza – spiegano le veterinarie grossetane – la conseguenza sarebbe stata un’immediata emorragia fatale. Siamo riuscite ad estrarre il proiettile. Il gatto non è ancora del tutto fuori pericolo in quanto alcuni peli e materiale esterno sono penetrati in profondità e c’è rischio di un’infezione. Per questo rimane in trattamento antibiotico e sotto osservazione». Già in passato Francesco Candela, insieme a un vicino, aveva denunciato alla Polizia di Stato il ripetersi di spari di fucile nelle immediate vicinanze di casa sua, in seguito ai quali sparivano misteriosamente dei gatti da lui accuditi. Dopo la prima denuncia i colpi sembravano essere diminuiti, ma il 20 agosto 2012 fu rinvenuto un gatto con una zampa fratturata. L’esame veterinario produsse un referto di “trauma da corpo contundente lineare con cui è stato colpito il gatto”, forse una tagliola. Dopo quest’ultimo caso del 23 marzo scorso Candela ha deciso di rivolgersi non solo ai Carabinieri, ma anche alla Lav di Grosseto.
«La storia nel suo complesso non può che far pensare ancora una volta al coinvolgimento di un cacciatore, anche se l’ultima vittima è stata colpita con un’arma che purtroppo è considerata quasi un giocattolo», sostiene Giacomo Bottinelli, responsabile Lav Grosseto.
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