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Grosseto

Confartigianato: crollato il credito alle imprese

Confartigianato: crollato il credito alle imprese

I numeri sono chiari, il calo è continuo: l'appello è per una riflessione collettiva con tutti gli attori coinvolti

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Caduta record del credito alle imprese. Strangolate dalla crisi, con macroscopici ritardi nelle riscossioni da parte di pubbliche amministrazioni e privati, le aziende maremmane continuano a soffrire enormi difficoltà per accedere ai prestiti bancari: anzi, le difficoltà aumentano. A dicembre 2012 - secondo l'ultimo studio di Confartigianato nazionale che riporta dati disaggregati su scala locale - si registra un -4% dell'accesso bancario al credito da parte delle piccole aziende della provincia di Grosseto, rispetto allo stesso mese di 2011. Il grido d'allarme arriva da Mauro Ciani (nella foto a destra), segretario generale, che fa appello a tutti gli attori sociali: associazioni, istituzioni, sindacati, per trovare soluzioni condivise. «Ogni giorno - spiega - siamo subissati di richieste: riceviamo decine di imprese in un mese. Non ce la fanno". Soffrono una crisi che non perdona, non ce la fanno a rialzarsi né riescono ad accendere mutui; soprattutto quelli a medio-lungo termine, per la "ristrutturazione finanziaria». Le difficoltà sono più forti che in passato: mese per mese, rispetto all'anno prima, il trend è in calo. Cosa succede? «La struttura del sistema bancario in Italia è cambiato, e la Maremma non si sottrae. Quello che sta succedendo - dice Ciani - è il risultato, negativo dal nostro punto di vista, del riassetto intervenuto dopo la riforma degli anni ’90. «Oggi non esiste più, metaforicamente parlando, la figura del direttore dell'istituto di credito che incentrava il suo giudizio principalmente nel fattore soggettivo, fatto della conoscenza personale dell'imprenditore, dalla sua storia, dalla sua famiglia e dall'idea imprenditoriale, come principale elemento valutativo». Oggi il rapporto è meramente oggettivo: affidato a un rating che non può e non deve cogliere, per sua natura, l'elemento soggettivo, storico e imprenditoriale che sta dietro a ogni singola richiesta. «Ed è questo forse l'elemento più visibilmente negativo prodotto dal complessivo riassetto del sistema bancario e da un insieme normativo che nel tempo lo ha accompagnato, quale Basilea 1, 2 e 3 che ha contribuito a impoverire, nel lungo periodo e su gran parte dei territori, il numero il ruolo e le funzioni che per decenni hanno svolto le banche, con connotazioni fortemente legate al territorio». Fortunatamente - precisa Ciani - anche da noi ci sono ancora «esempi virtuosi e positivi rappresentati per lo più da banche con caratteristiche come quelle sopra descritte; il tutto unito a un forte radicamento del sistema delle banche di credito cooperativo che continuano a svolgere una funzione cruciale». Ma la situazione è drammatica. Con quel -4%, l'appello di Ciani è quello di fare una riflessione collettiva. Tornare al credito a misura d'uomo. "È questo il sistema che dovremmo tentare di rafforzare, per permettere alle piccole e medie imprese, che rappresentano la vera economia reale, di potersi rialzare e proseguire nella loro funzione economica e sociale».

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