Il Tirreno

Grosseto

Tasse in aumento a Massa Esplode la protesta

di Alfredo Faetti

L’amministrazione chiede al Governo di rimandare l’introduzione della Tares Per la nuova tariffa è previsto un rincaro medio del 38% a famiglia

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MASSA MARITTIMA. Lo Stato batte cassa e a Massa Marittima tutti parlano di tasse. Ne parla l’amministrazione comunale, chiedendo a Roma di rinviare l’applicazione della Tares (la nuova imposta sui rifiiuti); ne parlano le opposizioni, che bocciano il concetto «più tasse uguale mantenimento dei servizi»; ne parlano i cittadini, che elencano gli aumenti già arrivati nell’ultimo periodo. Ne parlano tutti insomma, proprio perché nella Città del Balestro, tra quelle nuove e quelle vecchie, c’è il timore di vedere un graduale aumento delle tariffe.

«Sono scelte che arrivano da indicazione nazionale, secondo cui i Comuni devono trovare per proprio conto le risorse per i servizi». Parole questa del sindaco Lidia Bai a proposito della tassa di soggiorno, appena una settimana fa. Parole mirate a far capire in quali acque si trova a navigare l’ente e che, stando all’agenda, dovrebbero essere ripetute nel corso dell’iniziativa “Le giornate della trasparenza”, in cui l’amministrazione farà tappa in tutti i centri massetani per parlare appunto di finanziaria. La prima c’è già stata, a Niccioleta, ma senza grande successo secondo qualcuno. «Non vi è stata nessuna presentazione di bilanci o cifre (nonostante fosse in programma) da parte dell’assessore al Bilancio Giacomo Michelini, presente ma che non ha aperto bocca» spiega il presidente del consiglio di frazione di Valpiana Donatella Raugei. Michelini però ha parlato ieri a proposito della Tares, la nuova imposta comunale che dal 1 gennaio è andata a sostituire la Tarsu (tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani).

«La Tares – spiega l’assessore - aumenterà l’entità del tributo a carico dei cittadini in varia misura a seconda delle categorie di contribuenza, appesantendo il bilancio delle famiglie in una situazione già di per se critica». In numeri, a livello nazionale con la Tares si prevede un rincaro di circa il 38 percento, cioè circa 80 euro a famiglia in più rispetto alla Tarsu, mentre per alcuni tipi di attività commerciali l’aumento potrà superare anche il 100 percento. Inoltre è prevista un’addizionale Tares di 0,30 euro al metroquadrato che dovrà essere destinata esclusivamente allo Stato. Per questo il consiglio comunale di Massa Marittima ha approvato un ordine del giorno (in linea con quelle già fatte in varie parti del Paese) «finalizzato a sensibilizzare il nuovo governo a rinviare l’applicazione della Tares così come legiferata e a richiedere l’attivazione di un tavolo con il governo al fine di cancellare dal decreto “Salva Italia” la Tares» continua Michelini. Ma se da una parte la giunta massetana prova a combattere l’entrata in vigore di nuove tasse, dall’altra secondo alcuni cittadini è colpevole di aver contribuito all’esasperazione. Secondo Raugei basta pensare al 2012, «un annata catastrofica di sacrifici richiesti alla popolazione», in cui «le aliquote sono state portate al massimo consentito per Irpef e Imu, con il raddoppio della tassa sulla pubblicità (gabella tra l’altro trattenuta al 70 percento dalla societa appaltatrice)». Il presidente del consiglio di frazione spiega che «vi fu un incontro alla sala giunta con diversi titolari di aziende della zona artigianale di Valpiana, duramente colpiti e penalizzati da questa ondata di tasse, con la promessa di essere aggiornati», senza però rispettare l’impegno.

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